Livia Bazu

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Mercoledì pomeriggio alle ore 18 Vladimiro Albertazzi presenta il suo più recente libro.
“Che senso ha?”. Il protagonista Costan se lo chiede continuamente. Una domanda insistente, necessaria, che non risparmia i semplici strumenti della quotidianità né quel tessuto solo apparentemente immobile che fa da sfondo alla cosiddetta “routine”. Così una fermata del tram può diventare il palcoscenico di riscoperta del sé e dell’altro; uno stereo il ponte di congiunzione fra generazioni diverse. È in mezzo a tutto questo che Costan muove i primi timidi passi fuori dalla propria bolla personale, stabilendo una nuova linea di confine fra il dentro e il fuori; e mentre i luoghi della città intersecano quelli dello spirito, l’intimità diviene terreno da difendere a ogni costo. Aiutato da un figlio in crisi, una ex moglie incredibilmente di supporto e un nuovo, inaspettato gruppo di “passeggeri”, il protagonista intraprenderà un viaggio sempre più in profondità: perché da soli è tutto più difficile, di sicuro; ma anche perché il “senso” è inscindibilmente legato alle pause, ai non detti, all’armonia che c’è anche quando non la senti con le casse dello stereo.

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Livia Bazu
Livia Bazu

 

Giovedì alle ore 17.30 incontro con la poetessa Livia Bazu.
“Sembrerebbe di essere davanti ad una poesia che si sviluppa sul piano della metafisica, ed invece quando la si legge per una seconda volta ci si accorge che vi è una risonanza di profondi aspetti interiori che forse non riescono ad emergere con tutta la forza e prepotenza o disperazione e vengono incanalate nel discorso poetico veicolo in questo caso di verità ma anche di catarsi.”
Così Raffaele Taddeo introduce nella sua recensione il libro di poesie “Sull’orlo delle cose” di Livia Bazu, poetessa di origine rumena da tanti anni in Italia.
Uno spaesamento di terre e affetti che emerge nella poetica di Livia Bazu, che cerca di creare intrecci poetici per ricondurre ad unità frammenti spezzati di vita.
“Niente mi appartiene del tutto e a tutto sento di appartenere, dalla tundra ai tropici, dalla delicatezza del ricamo alla crudeltà dello stupro, a mille mestieri e modi di vivere, dalla devozione alle piccole cose di chi è capace di custodire per un secolo il ricordo di un fiore alla disinvoltura di vivere solo intenso presente. Vorrei non escludere nulla, e so che non si può, perché in tutto e in tutti c’è un’eco di me e viceversa, ma mai tutto, e posso sempre dire e sentire solo una parte, e solo una cosa per volta. Cerco allora sempre di unire ciò che è separato, lontano. Così mi vien da scrivere, per mettere insieme cose e persone e luoghi, sentirle e farle sentire parte l¹una dell¹altra, aspetti l’una dell’altra, stagioni, momenti, incidenti, continuazioni l’una dell’altra”.

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23 e 24 marzo – Bologna, Libreria Ubik Irnerio, Via Irnerio 27 – info: 051 251050, bologna@ubiklibri.it

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