guida

Gentile dottoressa,

ho un problema che mi sta fortemente condizionando la vita. Sono una persona molto ansiosa ma in qualche modo sono sempre riuscita a tenermi a freno e a fare le cose di tutti i giorni. A 18 anni ho preso la patente con grande fatica ma ho sempre guidato pochissimo perché mi terrorizza. Appena salgo in auto immagino cose terribili che potrebbero accadere a me e agli altri… Non è mai stato un problema perché andavo al lavoro in bici, ma ora che mi hanno spostato di sede avrei necessità di andare in macchina perché non ho la possibilità di usare i mezzi pubblici. Purtroppo il luogo di lavoro non è servito, e io non so come fare. Per adesso mi sono messa in malattia ma rischio di perdere il lavoro se non rientro. Si può fare qualcosa? Grazie, L.

 

Cara L.,

il problema che ci racconti è una fobia (definita amaxofobia) che colpisce molte persone – per periodi più o meno lunghi – che in genere si manifesta con una sensazione di disagio crescente fino ad arrivare in alcuni casi al vero e proprio attacco di panico nel momento in cui ci si mette alla guida. Molto spesso, nei casi più severi, l’agitazione inizia a manifestarsi al solo pensiero di condurre un veicolo, anche per timore che possa arrivare la sensazione di panico, e che conseguentemente non si riesca più a gestire il mezzo.

Tra i sintomi fisici sono frequenti tachicardia, respiro affannoso, senso di nausea, forte sudorazione.

Il primo passo da fare è sempre quello di comprendere il problema e cercare di affrontarlo con gli adeguati aiuti.

Un aspetto fondamentale di questa fobia è che riguarda moltissime persone. Secondo un’indagine condotta dal Centro Studi e Documentazione Direct Line, il 68% degli automobilisti italiani ha avuto paura di guidare in particolari situazioni. Il problema colpisce il 78% delle donne mentre si ferma ad un 58% per il genere maschile.

Ciò non consola ma è vero altresì che essendo una difficoltà tanto diffusa, molto è stato fatto in ambito terapeutico per mettere a punto le cure più adeguate.

Senza dilungarmi nei dettagli, ovviamente il prima passo che lo psicoterapeuta farà verso la risoluzione del problema assieme al paziente sarà quello di identificare le circostanze in cui si verifica la fobia (ad esempio se in strade particolari oppure in periodi della giornata o della vita di maggiore difficoltà).

Il percorso psicoterapeutico prevederà poi un training per riconquistare fiducia in se stessi, sicurezza e l’autocontrollo delle proprie emozioni e dei livelli d’ansia.

Ho parlato di psicoterapia in quanto le evidenze scientifiche la indicano quale trattamento efficace per contrastare il problema. L’indirizzo d’elezione risulta quello cognitivo-comportamentale. I farmaci invece possono ridurre momentaneamente il sintomo ma non risolvono il problema all’origine, che quindi tenderebbe a ripresentarsi.

 

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