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Signori, abbiamo sbagliato disco. O forse no. Se all’epoca di Give Out But Don’t Give Up (1994) pareva essere capitati dalle parti dei Lynyrd Skynyrd, di Gram Parsons e dei Faces o, senza spostarsi di molto temporalmente, quel seducente pasticcio di More Light (2013) pareva che Their Satanic Majesties Request (1967) degli Stones si fosse impadronito di loro, adesso i Primal Scream sembrano avere messo i comandi sulla modalità Depeche Mode, quelli spiccatamente synth pop degli anni Ottanta. La domanda è semplice: con Chaosmosis (grande titolo, peraltro) l’unità Scream è in crisi creativa o è in preda all’ennesimo, isterico cambio di tiro per il gusto di disorientare?

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I Primal Scream sono dei maestri camaleontismo fin da sempre – spesso hanno centrato il bersaglio, altre volte hanno fallito lasciando comunque una striscia di polvere di stelle. Qui sembrano finire impigliati in un gioco che si è fatto più grande di loro – la scremadelica si è sciolta così come si sono sciolti i genialoidi Stones-ismi, ed è rimasto un deserto artificiale che risulta mesto soprattutto perché nella masquerade di Chaosmosis non è regalato nessun colpo del ko – per intendersi niente Kowalski, niente Worm Tamer, niente Higher Than The Sun, niente I’m Losing More Than I’ll Ever Have o nemmeno una grande cover tipo Some Velvet Morning (Lee Hazlewood). La parodia si è fatta eccessiva – tipo maquillage dosato male.

Bobby Gillespie con le Haim
Bobby Gillespie con le Haim

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Non tutto si perde nella nebbia, beninteso. L’electro-gospel Trippin’ On Your Love con ospiti le Haim, quartetto pop rock femminile per 3/4 composto di sorelle, viaggia sulle onde di un’ironia che piace – meno centrato 100% Or Nothing, sempre con le Haim a dar man forte, synth rock un po’ cafone che non fa molto onore alla premiata forneria Bobby Gillespie-Andrew Innes. Roba da poco pure Where The Light Gets In in duetto con Sky Ferreira, pompatissimo pop che potremmo immaginare parodia dei tanti contest reality show del giorno d’oggi – ma che in mano agli Scream purtroppo non funziona, e scade esageratamente nello sguaiato. Sempre in tema di ospitate, non male quella di Rachel Zeffira, metà del duo cameristico-kitsch Cat’s Eyes, che affianca il gruppo scozzese nel pezzo slow di ChaosmosisPrivate Wars: niente a che vedere con Demage o con Sometimes I Feel So Lonely ma si fa ascoltare.

Bobby Gillespie con Sky Ferreira
Bobby Gillespie con Sky Ferreira

Dicevamo dei Depeche Mode – accomodatevi, chiudete gli occhi, magari se siete nervosi per scaricarvi impugnate un vecchio joystick Nintendo o Atari: e non dite che (Feeling Like A) Demon AgainAutumn In Paradise e Carnival Of Fools non sembrano musica per le masse, di quelle che Martin Gore e David Gahan sono stati stati indiscutibili maestri nel mettere a punto. Già – qui abbiamo sbagliato disco – qui dovrebbero essere i Primal Scream, il gruppo più eccitante che la Gran Bretagna abbia prodotto negli ultimi trent’anni – che a questo giro pare abbia perso un po’ di testosterone, confuso com’è nella caosmosi del dispaccio moda.

CICO CASARTELLI

PRIMAL SCREAM – Chaosmosis (1st International)

In tour a luglio: il 18 a Roma, il 19 a Cesena e il 20 a Sestri Levante (Genova)

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