foto Claire Pasquier

 

foto Claire Pasquier
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PANTANI, interpretato da Ermanna Montanari e Luigi Dadina – accanto a Alessandro Argnani, Francesco Catacchio, Fagio, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Francesco Mormino e Laura Redaelli, debuttò nel 2012 con grande successo di pubblico e critica, vincendo il Premio Ubu per la drammaturgia di Marco Martinelli e per cui Ermanna Montanari vinse il Premio Duse come migliore attrice di prosa.

PANTANI torna in Emilia-Romagna dopo una lunga tournée durata quattro anni.

Il 14 febbraio 2004 Marco Pantani viene ritrovato senza vita in un residence di Rimini. Aveva appena compiuto 34 anni. Dopo i trionfi al Giro d’Italia e al Tour de France, le accuse di doping a Madonna di Campiglio, rivelatesi poi infondate, lo hanno condotto a un lento ma inevitabile crollo psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Tra il campione adulato, l’icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell’impresa e della fantasia, e il morto di Rimini, che giaceva in mezzo alla cocaina nei panni di un vagabondo, vi è tutta la complessità di un’epoca al tempo stesso sublime e crudele che si esercita senza pudore. Senza vergogna.

La scrittura di Marco Martinelli affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori: attorno alle figure di Tonina e Paolo, i genitori di Marco, che ancora oggi stanno chiedendo giustizia per la memoria infangata del figlio, Martinelli mette in scena una veglia funebre e onirica, affollata di personaggi, che come un rito antico ripercorre le imprese luminose dell’eroe. I genitori di Marco, figure archetipiche di una Romagna anarchica e carnale, sono sospese come l’Antigone di Sofocle davanti al cadavere insepolto dell’amato: cercano verità, e non avranno pace finché non l’avranno ottenuta.

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foto Claire Pasquier
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“Non lo so quello che è successo a Madonna di Campiglio, ma scoprirò la verità. Pagherò se c’è bisogno, ma lo verrò a sapere, perché è là che gli è piombata addosso la vergogna, e di quello è morto”. (Tonina Pantani)

Il testo di Martinelli costruisce attorno a questo anelito di giustizia un affresco sull’Italia degli ultimi trent’anni, l’enigma di una società malata di delirio televisivo e mediatico, affannata a creare dal nulla e distruggere quotidianamente i suoi divi di plastica, ma anche capace di mettere alla gogna i suoi eroi di carne, veri, come Marco Pantani da Cesenatico, lo scalatore che veniva dal mare.

Giovedì 10 marzo alle 17.30 alla Sala Corelli dell’Alighieri si terrà l’incontro con la compagnia e Marco De Marinis, docente di Discipline dello Spettacolo al DAMS di Bologna.

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9 e 10 marzo, ore 20 – Ravenna, Teatro Alighieri, via Mariani 2 – info: 0544 36239, ravennateatro.com/prosa

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