comunicazione_aumentativa_alternativaOra comunicare è più facile anche per chi fino ad oggi, a causa di una disabilità temporanea o permanente, non riusciva ad esprimere idee, pensieri o semplicemente a raccontare la propria giornata.

E l’aiuto ha un nome, Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), ovvero una pratica clinica capace di introdurre strumenti, tecniche e ausili tesi non a sostituire bensì ad integrare l’impulso comunicativo esistente in ciascuno di noi.

Pratica in cui, per rappresentarla in estrema sintesi, le parole vengono tradotte in immagini, consentendo la ricezione delle informazioni ma anche la loro fondamentale espressione in uscita.

Pur rappresentando un formidabile strumento, la CAA è poco conosciuta tra i genitori dei bambini con difficoltà cognitive ma anche tra gli stessi addetti del settore, quali logopedisti e psicologi. E, proprio per amplificare tale conoscenza, una mamma, che già utilizza con successo questo sistema, si è fatta megafono ed organizzatrice di un corso formativo, peraltro già a posti esauriti, in corso presso la Biblioteca Manfrediana di Faenza, in collaborazione con la cooperativa Il Cerchio di Ravenna.

«Faccio parte dell’associazione di promozione sociale Fare Leggere Tutti – spiega Daniela Casotti – e, assieme alla presidente Rosanna Pasi, abbiamo pensato che diffondere la conoscenza di questo modo alternativo ma fondamentale di leggere per chi ha difficoltà con le parole fosse molto importante. Ci auguriamo che questo corso diventi un appuntamento fisso ed un punto di riferimento».

Peraltro la conoscenza degli ausili giusti diventa fondamentale anche per un utilizzo precoce, affinché l’impiego della CAA possa crescere assieme al suo utilizzatore. «Per quanto riguarda la nostra esperienza come genitori – continua Daniela – in un primo momento nostro figlio ha imparato la CAA per raccontare la sua giornata, rispondere ai nostri stimoli, mentre oggi sta iniziando ad impiegarla per esprimersi in modo spontaneo». Ma per ottenere tutto ciò sono necessari software da utilizzare a casa e a scuola, che al momento sono totalmente a carico delle famiglie. «Noi siamo stati fortunati – prosegue – in quanto la scuola ha aderito e le insegnanti della materna si sono rese disponibili ad apprendere il linguaggio ed utilizzarlo, ma ci rendiamo conto che molte famiglie non possono permettersi di acquistare le licenze del supporto per casa e scuola (il loro costo è di diverse centinaia di euro, ndr)».

E l’attiva mamma Daniela non si è fermata qui, dal momento che, grazie alla collaborazione della casa editrice faentina Homeless Book, ha reso possibile la traduzione e l’illustrazione di due libri in CAA. «È un piccolo passo – aggiunge – in quanto come tutti i bambini, anche coloro che hanno difficoltà di espressione hanno bisogno di molti testi, si stancano di leggere sempre lo stesso, ma ovviamente i costi di produzione sono alti. Questi libri peraltro (Pinocchio in CAA e Natale in CAA, ndr), non sono semplicemente stati tradotti in disegni con immagini qualunque, bensì illustrati ad hoc in fase di traduzione: il risultato è davvero fantastico e di questo siamo orgogliosi».

Proprio per cercare di sovvenzionare la stampa di nuovi libri in CAA è nata sulla rete del dono il progetto Un libro per un libro, ovvero la campagna grazie alla quale il ricavato dalla vendita di ogni testo sarà utilizzato per sovvenzionare la pubblicazione di un altro elaborato in CAA. Per informazioni e aderire alla rete del dono: bit.ly/unlibroperunlibro

ALICE LOMBARDI

UN LIBRO PER UN LIBRO

Progetto per la diffusione di testi in Comunicazione Aumentativa Alternativa a cura di Fare Leggere Tutti in collaborazione con Edizioni Homeless Book

Info: 348 2735513, fareleggeretutti.it/i-nostri-libri-in-caa

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