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Giovanni Lindo Ferretti me lo ricordo con i CSI diversi lustri or sono in quella che mi pare fosse una chiesa sconsacrata nella Bassa lombarda non-ricordo-più-dove – quella sera un gruppetto di punk un po’ stronzi per praticamente due ore non fece altro che sputargli addosso. L’unica reazione che GLF ebbe fu candida quanto folgorante: «Sputate, sputate… che io l’ho fatto molto prima e molto meglio di voi», disse. Se questa non è poesia!

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Ora, superati i sessant’anni con tutti gli sputi dati e presi, i drastici cambiamenti che sappiamo, gli addii ai vecchi compagni CCCP/CSI/PGR, la vita eremitico-monacale e le estremiste conversioni filosofico-religiose (peraltro, l’ex compagno di band Giorgio Canali afferma si tratti tutt’altro che di conversione…), o si volta pagina o lo si segue comunque. Io opto per la seconda via, perché GLF può dire anche la cosa più scandalosa o disdicevole del mondo ma alle mie orecchie la canta sempre perfettamente – perfetta come quest’esibizione che continua il tour sulla scia di Sāgā/Il canto dei canti (2013), il suo ultimo album. Un disco, quello, che fece gridare alla vergogna ma che, in verità, è una sottile metafora che spiega gli amori personali di GLF (pochi sanno che sia un piccolo allevatore di cavalli) e la visione attuale che costui ha del mondo – visione di poeta pertanto unica, inattaccabile e vera, che i vetero-perbenismi di molti violenti “critici vegani” non avranno mai la cultura d’intendere.

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Lui, GLF, con voce possente di non-cantante che canta divinamente, fra basi e corde imbracciate da Ezio Bonicelli e Luca Rossi (entrambi della presente formazione dei rinati Üstmamò) che si intrecciano ad animare un repertorio unico e importante nella musica italiana degli ultimi quattro decenni – un repertorio che non cede al tempo, che non si è mai guardato indietro o che se lo ha fatto non ha ripiegato nel confrontarsi con l’orrore, tutt’altro: Oh! BattaglieroCupe vampe – che pezzo! che profezia! che devastante emozione! – Radio KabulIo sto benePer me lo soCuramiAmandoti, la cover di Tomorrow (Amanda Lear), AnnarellaEmilia paranoicaSpara YuriDel mondoDepressione caspica – proprio giusto se lo vedete come l’apogeo di un’intera carriera – fino al trittico dell’ultimo lavoro Pons Tremolans/Maritima Loca/Canto eroico, un greatest hits che passa in parata il quale non fa altro che dimostrarlo ampiamente. In fondo, in certi imperscrutabili modi, se girate il pomellino, da qualche parte le flebili, gracchianti onde di Radio Kabul si possono ancora captare. E la rubrica delle dediche dice che qui è intitolata a «chi è stato è stato e chi è stato non è»

CICO CASARTELLI

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