Cover_Piccoli Cambiamenti

Si intitola Piccoli cambiamenti ma Mimmo Locasciulli poteva intitolarlo pure “piccole consuetudini” – tipo quella che Mimmo è già la terza volta che propone dischi dove incide di nuovo sue vecchie canzoni: era già accaduto con Delitti perfetti (1992) e con Aria di famiglia (2002). Probabilmente sarà voglia di risistemare le cose o che certi pezzi cui l’artista è affezionato magari vi sia il bisogno che non si perdano in un mondo discografico che gira come una centrifuga – chissà. Oppure, per usare le parole con cui egli presenta il tutto: «Questo è il disco di tutti gli anni sghembi, di tutte le visioni oblique, di tutte le nitidezze distorte che hanno condotto i miei anni e avvolto le mie note. Ognuno ha la sua musica, ognuno la declina come sa. E la vive come può».

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Il lavoro nei propri venti pezzi propone una pletora di colleghi-amici che raggiungono il Maestro abruzzese: duetti con Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri, Andrea Mirò, Luciano Ligabue, Alex Britti, Frankie Hi-nrg, Gigliola Cinquetti, Alessandro Haber, ’Nduccio e Stefano Delacroix, tutte conoscenze che avevano già incrociato, chi più chi meno, i microfoni con Locasciulli. Il risultato è che Piccoli cambiamenti è un bel prodotto sopratutto per chi Mimmo lo conosce di sfuggita, che magari si ricorda quei brani che quasi tutti abbiamo ascoltato – lasciando a bocca asciutta, per contro, chi attende il seguito dell’ostico ma splendido Idra (2009), l’ultimo lavoro di inediti, che se la matematica non è un’opinione fanno oramai sette anni d’attesa. O meglio, qui un brano inedito c’è anche: quello che dà il titolo alla raccolta e che è un bel folk-rock di quelli tipici del musicista, di quelli epici con le finestre spalancate e la “meglio gioventù” a far da spettatrice, dov’è raccontato del tempo che non indugia e si dilegua spesso rapidamente.

Mimmo Locasciulli con Alessandro Haber
Mimmo Locasciulli con Alessandro Haber

Il vecchio, affezionato Locasciullli-ano davanti a un disco del genere va subito a vedere i cambiamenti appunto, le minuzie, le quisquilie. Prendiamo Il suono delle campane, il duetto Francesco De Gregori (coautore pure del brano): il pezzo di Uomini (1995) all’epoca era tutto di corsa su Stuck Inside Of Mobile With The Memphis Blues Again di Bob Dylan, qui invece è riarrangiata come un Bruce Springsteen secondi anni Settanta con in poppa il vento E Street Band. Divertente nella sottile evoluzione, al netto del testo che parla di guerre e di stermini. Oppure Aria di famiglia che assume tutta la grandeur tipica dell’ospite di turno, Enrico Ruggeri. Oppure, ancora, Una vita elementare che passa dal folk tutta foga dell’originale a un pop iper-arrangiato con in duetto Frankie Hi-nrg, il quale per una volta non “rappa” bensì lo sentiamo particolarmente melodioso.

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E visto che questa raccolta non si fa mancare niente, ecco pure Gigliola Cinquetti senza lacrime-sul-viso bensì signora ancora tutto fascino (lei sì, per definizione, melodiosa!): i due riprendono Come viviamo questa età, che fa ascoltare l’orco buono Mimmo e la madame tutta classe Gigliola in perfetta armonia. Non si può, infine, evitare un commento al brano che vuole essere la business card di Piccoli cambiamentiConfusi in un playback in questa versione più rarefatta rispetto a quella con protagonisti Locasciulli & Ruggeri di trent’anni fa, con qui Luciano Ligabue che entra cantando in punta di piedi senza fare l’elefante in una cristalleria tipico del suo stile. Per il resto, godetevi tutte insieme queste venti impercettibili alterazioni, frutto di una storia d’artista di quelle davvero importanti nel mondo della musica made in Italy.

CICO CASARTELLI

MIMMO LOCASCIULLI – Piccoli cambiamenti (Hobo/Believe Digital)

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