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I Santana del quinquennio 67/71 furono certamente uno dei gruppi più esaltanti del rock americano di quel periodo, dove tutto sembrava possibile e quando vi era l’imbarazzo della scelta – fulgido esempio di crossover fra Tito Puente e la Jimi Hendrix Experience, Gábor Szabó e i Grateful Dead, la Paul Butterfield Blues Band e John Coltrane, B.B. King e Miles Davis, i Sly & The Family Stone e i Traffic. Adesso, come per magia, la formazione del terzo disco, Santana III (1971), si riunisce con i nomi che fanno fremere gli appassionati: Carlos Santana, Michael Shrieve, Neal Schon, Gregg Rolie e Michael Carabello, eccoli che danno il benvenuto a Santana IV.

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L’album, diciamolo immediatamente, è troppo lungo nei sedici brani per oltre settantacinque minuti che lo compongono – i momenti che accendono la fantasia nel nome dei vecchi bagliori latin-West Coast ci sono, è innegabile, ma francamente questi quasi settantenni un disco di tale portata nel 2016 non sembrano reggerlo. Avessero optato per un po’ di mannaia, avremmo apprezzato molto di più lo sforzo – anche se lo sappiamo che il vero piatto forte della reunion sarà vederli sul palco di nuovo insieme, comprese ben tre date italiane a luglio (il 13 a Cividale-Udine, il 19 a Roma e il 21 a Milano).

Carlos Santana e Neal Schon
Carlos Santana e Neal Schon
Carlos Santana al Festival di Altamont – 1979
Carlos Santana al Festival di Altamont – 1969

In primo luogo, avremmo preferito un sound più quadrato e slight return alle origini del gruppo di Frisco – invece qui e là affiora il Carlos Santana degli ultimi vent’anni, che per accontentare chiunque, tranne i suoi più solidi estimatori, nei dischi butta dentro un po’ di tutto con la speranza che qualcosa solletichi pubblico e classiche, come regola Supernatural (1999) prevede. E questo è un limite che non si fatica a cogliere anche in Santana IV. Diversi pezzi soffrono di un effetto kitsch che musicisti di tale esperienza, specie se in modalità reunion, era lecito attendersi sapessero evitare: non è così ascoltato l’afro di grana grossa Yambu, le laccate digressioni chitarristiche come nel lento Sueños – molte, troppe similitudini con Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile) – e nella leziosissima Forgivness, la smaccata copia carbone di Oye Como Va di Anywhere You Want To Go oppure le ballatona in bolse dodici battute Blues Magic.

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Santana – 1971
Santana – 1971

Ma come detto, Santana IV è bifronte – e lungo il cammino si trova anche good stuff. Il pezzo che lascia la miglior impressione è Fillmore East, già eloquente fin del titolo: lunga jam con classico ritmo pulsante di A Love Supreme del maestro Coltrane, che sembra chiamare a sé vecchi fratelli volati via come Mike Bloomfield e Jerry Garcia e la quale dal vivo già immaginiamo arma letale nelle mani del gruppo. Nostalgia di quella veramente canaglia, insomma – quanto però riuscita. Non male nemmeno i due brani dove, sorpresa supernatural, alla voce compare Ronald Isley degli Isley Brothers: Love Makes The World Go Round è un soul frenetico che sposa bene i Santana con il vecchio bardo black, mentre Freedom In Your Mind la sfanga con trame latin di sicura presa. Per chiudere, non si può evitar di citare due bizzarrie come Shake It, così smaccata nel citare sia Rattlesnake Shake dei Fleetwood Mac sia Black Dog dei Led Zeppelin che un sorriso di simpatia lo stappa, e Caminando, delirio che unisce hard e balera mexican il quale di punto in bianco se ne esce con un rimando a Roadhouse Blues dei Doors: il tutto così inaspettato nell’essere risaputo che al primo ascolto sorprende o, più verosimilmente, lascia interdetti.

CICO CASARTELLI

SANTANA – Santana IV (Santana IV Records)

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2 Commenti

    • Caro Sauro, hai ragione – ma l’articolo è stato fatto ed è stato pubblicato prima che ce ne accorgessimo. Se guardi la mia pagina Facebook vedrai che vi ho fatto un post sulla faccenda. Peraltro veramente assurdo che la parte americana sia con la band di Santana IV, mentre quella EU con la solita band che accompagna Carlos da anni. E peraltro il promoter sta vendendo il concerto con la pubblicità di Santana IV – quindi penso che chiunque faccia 1 + 1 e pensi “wow, finalmente tornato i Santana di 40 anni fa”. E invece qui da noi non sarà così…

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