umberto-maria-giardini

Noto ai più col nome di Moltheni, da qualche anno però Umberto Maria Giardini è tornato solista ed è già al terzo lavoro firmato col suo nome di battesimo, che dopo quindici anni dal primo album, è ancora capace di scuotere l’ascoltatore. Oggi, pur conservando la sua viscerale raffinatezza, il musicista la fonde con un approccio più etereo e impalpabile tanto che, in alcune canzoni, pare quasi che la materia sfumi, mentre in altre riacquista peso, senza mai diventare cruda. Protestantesima, il suo ultimo disco, uscito l’anno scorso per La Tempesta Dischi, ha la bellezza di cui si ha bisogno e di cui, inevitabilmente, si vorrebbe far parte. In tutte le sue canzoni c’è un’ottima ispirazione melodica che si accoppia perfettamente con il suono, il timbro vocale e i testi e la conseguenza è che, come sempre, la prima cosa che arriva è l’impatto emotivo trasmesso dall’artista. Un impatto diverso, con meno rabbia e più disillusione, un’evoluzione che forse avviene in ogni essere umano con lo scorrere del tempo e con l’approcciarsi alle difficoltà della vita. Suona al Diagonal il 13 aprile.

13 aprile, Forlì, Diagonal Loft Club, viale Salinatore 101, ore 21.30, info: diagonaloftclub.it

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