Discorso Giallo

Il progetto, che prevede la presentazione, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, degli spettacoli “Discorso giallo” e “Giallo” di Fanny & Alexander va a disegnare una parabola sul rapporto tra parola, educazione, infanzia e vita adulta da più prospettive al contempo. I due lavori fan parte dello stesso percorso condotto dal gruppo attorno all’idea di crescita dell’individuo e della comunità in seno a una questione pedagogica profondamente inscritta nella nostra storia. Da un lato “Discorso giallo” racconta dell’avvento della televisione nella costruzione democratica di un paese: il grande sforzo dell’alfabetizzazione, condotto dalla trasmissione “Non è mai troppo tardi”, protagonista il rapporto tra un popolo alle prese col desiderio della libertà culturale e la figura straordinaria di un maestro, Alberto Manzi. Nella parabola forse utopica qui sottesa si intrecciano punti nodali e cruciali che portano al deflagrare nello spettacolo di una spettrale contraddizione: a partire da quel rapporto tra individuo e libertà, tra maestro e alunno, tra età adulta e infanzia qualcosa a poco a poco si deforma e si incrina, lasciando il campo a una forma di mostruosa allucinazione. E il maestro Manzi viene soppiantato sulla scena da una nuova figura nel contesto di una diversa trasmissione: è Sandra Milo coi suoi “Piccoli fans” a proiettare su di noi la lunga ombra di un’infanzia travisata, e profanata, in cui i bambini divengono oggetto di un surreale e sdolcinato spettacolo, riflettendoci solo l’immagine di una società bambina essa stessa ma forse incapace alla fine di contemplare l’infanzia per quel che è, di accettarla e così accoglierla. Che relazione si può mai istituire tra quel talento che fin dall’etimo è moneta sonante dell’animo umano, vocazione e scelta e quell’altro per cui si è invece solo e sempre scelti, passati di livello o estromessi, magari da un semaforo, la cui luce gialla diventa emblema di una sorta di limbo irredimibile? Lo spettacolo ci catapulta ora in un agone da talent show, dove si è tutti “amici” e la maestra è anche una strana madre, padrona di dare e togliere ai suoi numerosi figli-concorrenti. Da Manzi alla De Filippi sta dunque a chi guarda ricostruire il filo esile di uno strano itinerario, fatto di molte domande, più che di risposte e tutto rivolto alla luce istantanea che forse solo gli occhi del bambino-avatar dello spettacolo, inchiodato al suo sempiterno banco di scuola, riusciranno a proiettare ancora obliquamente sulle cose. È l’icona di Maria Montessori, “la signora delle mille lire” che ci conduce simbolicamente dal primo spettacolo alsecondo, “Giallo”, una sorta di lezione fantastica di una maestra al gruppo degli spettatori là raccolti: a rispondere ai suoi appelli sono però molti invisibili bambini, le voci dei piccoli partecipanti dei laboratori condotti da Fanny & Alexander nelle scuole primarie di Ravenna e di Parma. Quei bambini, attraverso di noi, sono alle prese con incontri straordinari: un animale misterioso da educare alle abitudini umane, una maestra che racconta loro storie spaventose, di menzogna, di ingiustizia, di paura. Ma forse l’incontro più forte resterà sempre quello con se stessi, con l’idea fragile e potente del proprio ingresso in un mondo al confine tra età bambina e adulta, in cui grandi ideali, città giuste e perfette e pensieri purissimi possono ancora, alla fine, essere tentati.

Fanny & Alexander porterà in scena due spettacoli per Scena Contemporanea e Artebebé. Discorso giallo sarà al Rasi venerdì 15 aprile alle 21 e domenica 17 aprile invece Giallo sarà allestito nella saletta Mandiaye N’Diaye del Rasi alle 17 e alle 19 (prenotazione obbligatoria).

 

15 e 17 aprile, Ravenna, Teatro Rasi via di Roma 39, ore 21 (domenica ore 16), info: 0544 36239, ravennateatro.com

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