Dewey Dell, Marzo - © foto di Bernhard Müller
Dewey Dell, Marzo - © foto di Bernhard Müller
Dewey Dell, Marzo – © foto di Bernhard Müller

 

In Marzo la coreografa Teodora Castellucci con la sorella Agata, danzatrice, il light designer Eugenio Resta e il compositore Demetrio Castellucci, hanno costruito uno spazio di confronto con l’artista visivo Yuichi Yokoyama e il drammaturgo Kuro Tanino, entrambi giapponesi, per portarci su un pianeta lontano dal nostro, spettatori di un dramma che sembra nascere dalla forza violenta del mese di Marte, Dio della guerra che investe ogni cosa con la sua acre ambiguità. Dewey Dell crea un racconto per immagini, s’ispira alla tradizione e alla contemporaneità nipponica (manga, anime, videogame), e propone un lavoro di rara forza espressiva.

Sin dai tempi antichi Marzo è sempre stato considerato il mese della guerra; l’Inverno svanisce e lo sbocciare della Primavera segna il momento di tornare a combattere. In un cratere enorme causato dall’impatto di un meteorite milioni di anni fa, in un pianeta lontano dal nostro, abitano alcune persone. Come microbi colti dall’occhio di un microscopio o come pianeti colti dall’iride di un telescopio, noi osserviamo questi corpi vivere un dramma che sembra contenere tutta l’offesa che il luogo ha subito millenni di anni prima. Lo spazio universale che ci separa da loro è talmente ampio che si attorciglia su sé stesso e diventa tempo; non possiamo infatti definire un’era geologica, o capire la fase evolutiva presente, se anche loro guardassero verso di noi, di certo vedrebbero solo dinosauri e una Terra che non c’è più. Osserviamo qualcosa che è destinato a viaggiare nello spazio cosmico per sempre e soli, come Galileo si sentì vedendo e scoprendo per la prima volta i corpi dei pianeti, ci trasformiamo in spettatori depositari di una storia, un dramma che sembra nascere dalla forza violenta di Marzo.

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9 e 10 aprile, ore 21 – Bologna, Atelier Sì, via San Vitale 69 – posti limitati, consigliata la prenotazione – info: ateliersi.it/si

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