Kinder, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Kinder, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Kinder, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

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«Da domani sarà tristezza, da domani. Ma oggi sarò contento, a che serve essere tristi, a che serve»: inizia così KINDER [ Bambini ], il nuovo esito performativo della lunga ricerca sui temi della Resistenza e dell’Olocausto di Lenz Fondazione, presentato in prima nazionale a Lenz Teatro, a Parma.

«La storia della persecuzione antiebraica attuata dal fascismo tra il 1938 e il 1945 è nota, ma raramente ci si è soffermati a riflettere su cosa abbiano significato quei tragici anni per i bambini italiani. Soprattutto per gli ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, quando non della distruzione e della eliminazione fisica della propria famiglia»: Francesco Pititto, autore di testo e imagoturgia, suggerisce la genesi di questo stratificato lavoro. «La drammaturgia di KINDER contiene diverse parti di questa Storia: l’elenco dei campi di lavoro e di sterminio, le lettere di una madre al “Signor Questore della Provincia di Parma”, poesie anonime di bambini ebrei dei campi, dialoghi immaginari tra i bambini di Parma con altri due bambini dei campi, Tereszka e Papo, una versione ritradotta di Tenebrae di Paul Celan. Ma il nucleo drammaturgico rimane il canto. Ed ecco la presenza/resurrezione dei sei bambini del Coro di Voci Bianche Ars Canto diventare essenza performativa insieme ad un’unica attrice, Valentina Barbarini: riflesso e rifrazione di sei vite troncate, tramite i loro sguardi silenziosi e poi voci recitanti e intonanti un unico Lied di Mozart/Overbeck che parla di un Maggio imminente, di violette, di giochi nella notte e nella neve, di un libero paese amato».

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Kinder, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto
Kinder, Lenz Fondazione – © Francesco Pititto

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KINDER va alla ricerca di un’eco di quel che non si potrebbe più dire, più ascoltare, più scrivere, mai più dimenticare, di un’arte non serena composta di voci straniere, rumori rielaborati fatti di rimandi sonori del Campo, movimenti musicali tesi a creare nuove dinamiche spazio-temporali, a cura di Andrea Azzali.

«Stiamo parlando di bambini, è bene ricordarlo» conclude e rilancia Maria Federica Maestri, responsabile di installazione, elementi plastici e regia dello spettacolo. «Vogliamo concentrarci sui volti dei bambini ebrei di Parma, come su di un unico monumentale volto di bambino che possa rappresentare tutti i KINDER di ogni guerra».

Inaugura il progetto una conversazione presso Lenz Teatro – il 25 aprile alle ore 18 – moderata da Marco Minardi, direttore dell’ISREC – Istituto storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma, con l’intervento dello storico torinese Bruno Maida, autore di diversi libri sulla Shoah e sui bambini ebrei, e della docente del Liceo Marconi Patrizia Bertolani, in dialogo coi Direttori Artistici di Lenz. La conversazione sarà incentrata sulla complessità della documentazione storica nella memoria contemporanea.

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25, 27, 28 e 29 aprile, ore 21 – Parma, Lenz Teatro, Via Pasubio 3/e – info: 0521 270141, 335 6096220,  lenzfondazione.it

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