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Quando si legge di Gary Lucas è molto, molto irritante che la maggior parte delle recensioni per la metà siano spese a spiegare il suo passato prima accanto a Captain Beefheart e poi con Jeff Buckley – tanto quanto è irritante che nessuno o quasi faccia mezza ricerca su quella miniera d’oro che è la sua carriera: già, perché quando si racconta di lui, più che tutto il resto si deve per forza di cose narrare di uno dei più grandi chitarristi viventi (e in attività) – e non di un semplice sideman, chitarrista di quelli che si deve mettere nello stesso respiro dei vari Marc Ribot, Richard Thompson, Jeff Beck, Michael Chapman e Ry Cooder. Detto in parole povere, un viaggio nella sua discografia è d’obbligo – se piace la roba seria e se non si vuole rimanere nel dilettantismo d’ascolto.

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Gary Lucas con Sarah Stiles
Gary Lucas con Sarah Stiles

Lo avevamo lasciato nientemeno che in compagnia di Peter Hammill, il geniale quanto irregolare maestro Van Der Graaf Generator, con il quale Lucas pubblicò l’eccellente Other World (2014) – adesso Gary e la sua inseparabile sei corde cambiano completamente registro e con Fleischerei celebrano il genio del cartoonist Max Fleischer, l’uomo che portò sullo schermo Braccio di ferro, Betty Boop, Koko il Clown e Superman e che contese a Walt Disney il primato nei film d’animazione. E tanto quanto per Disney, anche per Fleischer la musica fu parte integrante delle sue creazioni: per esempio, il boop-boop-be-doop! messo in bocca Betty Boop è semplicemente un evergreen, tanto che fu scippato pure da Marilyn Monroe e Billy Wilder in A qualcuno piace caldo (1959) per la celebre I Wanna Be Loved By You.

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Gary Lucas ai tempi della sua militanza nella Magic Band di Captain Beefheart
Gary Lucas ai tempi della sua militanza nella Magic Band di Captain Beefheart

Il “grande chitarrista con chitarra globale”, come recitava un famoso articolo apparso anni fa nel New York Times, con Fleischerei si muove in territori retrò, potremmo dire Tin Pan Alley, ma con il solito gusto contemporaneo che lo ha reso maestro assoluto. Accanto al leader, che impreziosisce tutto con il suo fingerpicking elettrico che comunque profuma sempre di John Fahey e di Leo Kottke, parlando di acutissima rivisitazione – dicevamo, accanto a lui un sestetto di perfetto nel riprendere classici come Betty Boop’s PenthouseBeware Of Barnacle Bill e The Broken Record, nel quale spiccano il vecchio compagno dei Fast ’n’ Bulbous Joe Fiedler, autore dei pepatissimi e altrettanto filologici arrangiamenti inchiodati fra tradizione ed esplorazione, e l’eccezionale performance di Sarah Stiles, già vocalist in produzione Broadway, così brava nel calarsi nella parte che Gary Lucas le ha concesso anche un featuring nei crediti di copertina: meritatissimo. Per il resto, Fleischerei è tanto di valore che merita di stare accanto a quel vecchio, riuscitissimo tributo che fu Stay Awake/Various Interpretations Of Music From Vintage Disney Films (1988) curato da un antico amico del chitarrista, un certo Hal Willner.

CICO CASARTELLI

GARY LUCAS featuring SARAH STILES – Fleischerei/Music From Max Fleischer Cartoons (Cuneiform)

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