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Ciò che colpisce del Ravenna Festival è la sua capacità di espansione. Espansione nello spazio con location distribuite nei luoghi deputati alla cultura non solo della città di Ravenna ma ben oltre. Espansione nel tempo, perché due mesi di appuntamenti quotidiani non sono roba da poco. Espansione nei contenuti che propongono con pari dignità i più diversi generi e stili musicali (e non solo) andando pure alla ricerca di nicchie dimenticate. Ed è sorprendente quanto questa espansione riesca a mantenersi «concentrata», sfugga cioè al facile scivolone della dilatazione, dello «stiracchiamento», e proponga eventi sempre di primo livello e di grande interesse. Il che rende ragguardevole il peso specifico di questa rassegna e la sua vocazione al coinvolgimento.

L’edizione 2016 del Ravenna Festival è costruita su una frase di Nelson Mandela, Ho camminato sulla lunga strada per la libertà, e al grande politico sudafricano è dedicata. Non a caso, l’evento d’apertura è il concerto a Forlì, il 28 maggio, dei Ladysmith Black Mambazo, storico gruppo corale sudafricano di world music, mentre dal 9 al 12 giugno, all’Alighieri di Ravenna, andrà in scena Mandela Trilogy, spettacolo della Cape Town Opera che unisce canti Xhosa a jazz, musical e lirica. A Mandela sono dedicati vari altri appuntamenti mentre il suo messaggio attraversa tutti gli oltre 50 eventi del cartellone, tra i quali segnaliamo il concerto di Stefano Bollani (29 maggio a Forlì), il capolavoro di Luigi Nono La lontananza nostalgica utopica futura per violino solo e otto nastri magnetici (2 giugno) e l’intensa settimana di Cellolandia che dal 12 al 18 giugno propone ogni giorno, in vari luoghi, concerti a base violoncellistica per culminare con la reunion degli spettacolari 100Cellos di Giovanni Sollima alla Rocca Brancaleone. Non mancherà Riccardo Muti che in tre occasioni dirigerà l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, mentre tornerà la celebre bacchetta di Kent Nagano con l’Hamburg Philharmonic (11 luglio). Da segnalare anche i tanti appuntamenti con la danza e quelli che «espandono» il linguaggio musicale al teatro e alla cultura popolare italiana e irlandese. Di grande interesse, inoltre, gli appuntamenti quotidiani con i Giovani artisti per Dante (tutte le mattine alle ore 11 agli Antichi Chiostri Francescani) e con i Vespri a San Vitale (tutte le sere alle ore 19 in Basilica). Chiusura col botto, il 13 luglio al PalaDeAndrè, con An evening with Joan Baez. Info: ravennafestival.org.  (Angelo Farina)

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