Beck nel Deserto del Mojave durante e riprese di Station To Station

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A vapore, di sedici vagoni e con quel magico rumore di fondo. Il tema “treno” è uno fra i principali nel mondo della musica popolare americana: Jimmie Rodgers vi ha costruito una (troppo breve) carriera, Johnny Cash e Merle Haggard vi hanno fatto dischi cardine delle rispettive carriere, Elvis con Mystery Train ha consegnato a futura memoria forse i pezzo più immortale delle sue session alla Sun Records, Gene Clark ha scritto un classico quale Train Leaves Here This Mornin’ ai tempi della fantastica spedizione di Dillard & Clark (brano poi portato al grande successo dagli Eagles – Bernie Leadon ne è il coautore). Un film documentario come Station To Station, insomma, non cade dal cielo così, per caso – tanto più che ha nobili predecessori come il famoso Festival Express, festival itinerante che nel 1970 fu immortalato su celluloide e che vide i Grateful Dead, Janis Joplin, la Band, Delaney & Bonnie, i New Riders Of The Purple Sage, Tom Rush, i Flying Burrito Bros e altri attraversare in treno il Canada praticamente da costa a costa fermandosi via via intrattenendo i fortunati presenti con concerti e jam entrati di diritto nella leggenda.

Cat Power
Cat Power
Giorgio Moroder a colloquio con il regista Doug Aitken e la troupe
Giorgio Moroder a colloquio con il regista Doug Aitken e la troupe

Cos’è, quindi, Station To Station? È il primo lungometraggio dell’artista americano Doug Aitken, già Leone d’oro della Biennale di Venezia nel 1999 per l’installazione video Electric Earth, il film racconta il viaggio da New York a San Francisco su un treno concepito come una “scultura cinetica di luce”. Tutto è costituito di brevi ritratti raccolti nei ventiquattro giorni del festival itinerante, i quali raccontano l’esperienza di viaggio di una comunità di creativi tra happening, concerti improvvisati e interventi site specific lungo la strada. Un film che, a conti fatti, esplora gli infiniti linguaggi della creatività contemporanea e il significato stesso del fare arte. E a prendervi parte, oltre ad altri nomi noti di altre discipline artistiche, anche un pletora di musicisti molto noti del panorama musicale americano e non solo: Cat Power, Patti Smith, i Calexico, Jackson Browne, Thurston Moore (Sonic Youth), il nostro Giorgio Moroder, Mavis Staples, i Suicide, Eleanor Friedberger, i Boredoms e molti altri.

Jackson Browne
Jackson Browne
Beck nel Deserto del Mojave durante e riprese di Station To Station
Beck nel Deserto del Mojave durante e riprese di Station To Station

I momenti salienti sono diversi ma quello che davvero resta attaccato alla memoria più di tutti è la partecipazione di Beck, ripreso del deserto del Mojave con un concerto di taglio gospel che è l’ennesimo brillante colpo di un artista fra i più creativi degli ultimi venticinque anni. Altrettanto di valore l’intervento di Lawrence Weiner, figura cardine dell’arte concettuale americana fin degli anni Sessanta: l’artista illumina spiegando in poche parole come la ferrovia, ai propri albori, ebbe lo stesso valore che l’Internet ha ai giorni nostri: unione di più punti, condivisione, sviluppo, aumento del sapere, accesso. Per il resto, vedere Station To Station è come mettere l’occhio in un caleidoscopio fatto di esperienze e di produzioni artistiche, tanto quanto la storia di una società in perenne evoluzione nella cornice del grande panorama americano.

CICO CASARTELLI

AAVV – Station To Station (Dogwoof DVD)

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