Agamennone - foto Brunella Giolivo

Agamennone - foto Brunella Giolivo
Agamennone – foto Brunella Giolivo

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Per cinque mesi, sedici attori e sette drammaturghi hanno lavorato insieme al regista esplorando i confini della tragedia, dando luce a otto spettacoli, otto ‘ritratti di famiglia’ che andranno in scena fino al 12 giugno al Teatro delle Passioni, ciascuno con una tenitura settimanale.
Agamennone rimarrà in scena fino al 8 maggio: Riccardo Baudino, laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano e diploma in Drammaturgia presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, riscrive l’Agamennone di Eschilo, traducendo la favola eterna del bisogno di potere dell’uomo in uno spazio e in un tempo universale.

Dopo la guerra di Troia, Agamennone torna ad Argo, dove lo attende la regina Clitemnestra, sua moglie. Clitemnestra ha scelto come amante Egisto, il figlio di Tieste, fratello di Atreo, padre di Agamennone e di Menelao. I due amanti decidono di uccidere Agamennone: Egisto per vendicare il padre e Clitemnestra per vendicare la figlia, Ifigenia. Testimone del delitto è il coro dei nobili anziani di Argo, incapace di agire e prendere una posizione.

«Come accostarsi all’Agamennone – afferma Riccardo Baudino – con l’umiltà e l’arroganza necessarie a tradurla per la contemporaneità? Fortunatamente un’opera perfetta è eterna. Forse basta, anche se è molto difficile, ascoltarla. Il nostro tentativo drammaturgico e registico è stato proprio questo: ascoltare la musica di Eschilo, attraverso l’originale e le grande traduzioni di Cantarella e Pasolini, per poi scegliere».

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3-8 maggio, orari vari – Modena, Teatro delle Passioni, Viale Carlo Sigonio 382 – info: 059 2136021, emiliaromagnateatro.com

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