Dopo la chiusura forzata a causa dei danni apportati dal terremoto del 2012, riapre a Ferrara il Padiglione di Arte Contemporanea e con la sua riapertura torna anche la Biennale Donna, una delle manifestazioni più attese arrivata quest’anno alla XVI edizione. Intitolata SILENCIO VIVO, si presenta come un interessante focus che le due curatrici Lola G. Bonora e Silvia Cirelli ci propongono sull’arte latinoamericana e sulla pluralità espressive che la caratterizzano. Protagoniste sono Anna Mendieta (Cuba 1948 – Stati Uniti 1985), Anna Maria Maiolino (Italia-Brasile, 1942), Teresa Margolles (Messico, 1963) e Amalia Pica (Argentina, 1978). SILENCIO VIVO riscopre le contaminazioni dell’arte di temi di grande attualità dall’emigrazione alla criminalità e alla violenza sulle donne, agli squilibri sociali fra individuo e collettività. Nonostante siano ormai passati più di trent’anni dalla sua scomparsa, la ricerca di Anna Mendieta resta di grande attualità, fonte d’ispirazione indiscussa per molte giovani colleghe. Al centro dei lavori presentati a Ferrara c’è la sua Silueta, impronta sperimentale del suo corpo che torna con costanza nella sua opera come simbolo/contenitore di energia universale. Il corpo e l’esperienza fisica sono centrali anche per Anna Maria Maiolino, italiana ma ormai brasiliana d’adozione: la percezione del pericolo e del dolore diventano strumenti di forte messa in discussione e di critica del regime dittatoriale che vigeva nel paese sudamericano. Al piano superiore del PAC si confrontano invece la messicana Teresa Margolles e l’argentina Amalia Pica. Per Margolles, l’arte diviene un mezzo di denuncia della violenza che regna nella società del suo Paese. Splendidi i  lavori in mostra, installazioni come Pesquisas, appositamente realizzata per la Biennale Donna, che svelano un elevato valore immersivo, rendendo lo spettatore partecipe e complice del loro messaggio di denuncia. Infine, la più giovane del gruppo, Amalia Pica, muovendosi tra disegno, performance e scultura ragiona attorno al valore della comunicazione, come fondamentale esperienza collettiva. Le sue opere si fanno metafora visiva di una società segnata dall’ipertrofia della comunicazione, un fenomeno spesso controproducente che ci isola invece che unirci.

                                                              Anna Maria Maiolino, Entrevidas (Between Lives) dalla serie Photopoemaction

 

 

LEONARDO REGANO

 

Dal 17 aprile al 12 giungo

Ferrara, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Corso Porta Mare, 5

Orari: da mar. a dom. 9.30 – 13.00 / 15.00 – 18.00

Info: tel. 0532206233; mail. diamanti@comune.fe.it; www.artemoderna.comune.fe.it

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