bocciatura

 

Gentile dottoressa,

mia figlia ha frequentato la seconda superiore ed è stata bocciata. E’ stato un anno difficile per lei. Forse l’adolescenza, forse non le abbiamo dato sufficienti attenzioni noi genitori, troppo spesso impegnati a discutere, un cattivo rapporto con i professori…

A me non preoccupa l’anno perso… ma per lei è una tragedia. Da quando ha visto i tabelloni non esce di casa, si vergogna. Come possiamo aiutarla?

Grazie, F.

 

Cara F.,

per prima cosa siamo noi adulti a dover essere autenticamente convinti che una bocciatura non comprometta il futuro di un ragazzo. Se respirerà in casa questo clima di serenità (e non di compassione, come spesso involontariamente succede in questi casi) sarà già un primo passo per accettare questo “incidente di percorso” che le è capitato.

E’ altrettanto vero che dover ripetere l’anno costituisce una frenata che in adolescenza può anche andare a scalfire un’autostima che spesso non è ancora così ben consolidata, andando a confermare quelle idee di inadeguatezza tipiche dell’età. Pensare che i compagni andranno avanti rappresenta una sconfitta a tutti gli effetti ma anche le frustrazioni aiutano a crescere, sono necessarie per dar vita e rafforzare un senso di responsabilità necessario ad affrontare le prove della vita in modo adulto, senza evitarle.

E’ bene dunque che in qualche modo vostra figlia si assuma il peso della bocciatura, anche se ovviamente ciò non deve andare a scalfire la sua personalità quale fosse qualcosa di irreparabile. Ma trovare un equilibrio tra le due istanze inizialmente non è semplice, soprattutto nell’età dell’incertezza qual è l’adolescenza.

Per poter dare il giusto senso a questa bocciatura e trasformarlo in un utile strumento di crescita potreste sedervi tutti insieme – trattando vostra figlia da persona adulta – e comunicarle che sarà l’ultima volta che parlerete di quanto accaduto, ma che avete bisogno di un confronto per mettere un punto rispetto alla situazione. Analizzate insieme cosa può non essere andato durante l’anno, provate a valutare tutti i fattori (il suo impegno, la vostra serenità famigliare, il rapporto con gli insegnanti e i compagni) in modo da poter dare il giusto peso ad ogni istanza. Provate a sostenere vostra figlia in un utile e adeguato piano di impegno per quest’estate – che non sia né esagerato né tantomeno nullo – affinché a settembre possa sentirsi più sicura dei suoi mezzi e fatele capire che in ogni difficoltà (magari fatele esempi di alcune fasi problematiche che potete aver vissuto nella vostra vita) c’è bisogno di una fase di elaborazione a cui deve seguire però, una reazione positiva.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here