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Grandi errori che molti commettono: tipo quando appare il nome di Sean Lennon costui lo si prende sotto gamba e subito si pensa a suo padre – e fa specie notare che, adesso, il figlio è più anziano del padre assassinato – o forse qualche volta si pensa alla madre, chissà. Sbagliato, perché Sean, al netto del fardello famigliare che si porta dietro ci sa fare – vedi i suoi due molto buoni album in solo, i sorprendenti Ghost Of A Saber Tooth Tiger con l’attuale fidanzata Charlotte Kemp Muhl e le collaborazioni con le Cibo Matto dell’ex fidanzata Yuka Honda. E vedi come qui si mette accanto a uno dei più geniali hombres della musica yankee degli ultimi trent’anni, naturalmente mister Primus, Les Claypool: benvenuti a Monolith Of Phobos del Claypool Lennon Delirium!

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L’improbabile coppia si è affiata dopo che Lennon Jr con i già citati Ghost Of A Saber Tooth Tiger è andato in tour USA con i Primus a far da supporter – ed è bastata questa scintilla perché i due facessero comunella. Chi sa un po’ di storia del rock, probabilmente a leggere dell’accoppiata non ha potuto altro che rammentare quando Frank Zappa e John Lennon nei primi anni Settanta unirono le forze per quella che, in verità, fu una fugace collaborazione che avrebbe potuto fruttare molto di più – già perché chi più di Les Claypool ai giorni nostri pare essere l’estensione del Padre dell’Invenzione? Che si sia messo a far musica con il figlio di Beatle John facilita molto l’uso dell’aritmetica applicata alla fantasia: uno più uno fa sempre due, ma qui con scorze di delirio.

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Monolith Of Phobos non è perfetto, a volte lascia presagire una certa disparità di mezzi fra i due, tutti ovviamente pendenti a favore dell’uomo Primus, che tecnicamente è anni luce avanti a molti – ma è anche un disco con tanta anima, con intuizioni molto felici che viaggiano su frequenze che si intrecciano fra Mothers, Beatles, King Crimson, Pink Floyd e tutto il resto che si può immaginare nel nome di supposto Delirium che il duo si è imposto: ossia far battere il piede nel nome di uno sfrontato connubio fra prog satirico e psichedelica modernizzata, dove i paesaggi surreali sono dettati da narrative sospese fra cosmo e commedia – vedi per esempio i candido ritratto neverland dedicato a Michael Jackson in Bubbles Burst. Les Claypool e Sean Lennon, comunque, non si tolgono semplicemente uno sfizio: perché se si prendono, per esempio, il brano guida, il contagioso Cricket And the Genie (Part 1 & 2) oppure Ohmerica (titolo geniale!), si ha la netta sensazione che il basso pulsante del primo e il generale tono sognante del secondo (che è tutto suo padre!) viaggino su binari paralleli che, giustamente e psichedelicamente, sanno come incrociarsi per creare colori allucinati, gusti improbabili e note diverse.

CICO CASARTELLI

THE CLAYPOOL LENNON DELIRIUM – Monolith Of Phobos (Ato Records)

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