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Per la prima volta, Nanou si confronta con la struttura coreografica dell’ottetto attraverso una rigorosa strategia creativa, giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che la perimetra.

Il corpo è forma antropomorfica inevitabilmente in conflitto con il recinto geometrico.

Il quale assume l’esperimento retorico della perfezione, in quanto funzionale allo scatenamento prodotto sulla figura interna spaesata in un centro impossibile.

Una continua mutazione che segue diversamente il passaggio del corpo e la trasformazione che questo dà al luogo.

Un infinito piano sequenza che si intreccia e si riversa su se stesso fino a diventare nodo e quindi a scoppiare.

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8-10 giugno, ore 21.30 – Ravenna, Artificerie Almagià, via dell’Almagià 2 – info: ravennafestival.org

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