China National Opera and Dance Drama Theater2

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Kong Dexin, regista e coreografa del CNODDT nonché 77esima discendente diretta dello stesso Confucio, dirigerà sul palco oltre 50 ballerini impegnati a mettere in scena la storia del Maestro, come ancora oggi viene chiamato in Cina Confucio, all’interno di spettacolari coreografie, giochi di luci e scenografie.

Confucio (Confutius era la latinizzazione da parte dei Gesuiti di Kong Fuzi, letteralmente Maestro Kong) visse in Cina tra il 551 e 479 a.C. e il suo pensiero ha ancora oggi una fortissima influenza non solo in Oriente, ma anche in Occidente, tanto che moltissime sue massime circolano regolarmente nella nostra cultura popolare soprattutto in seguito all’assorbimento della sua filosofia da parte del movimento cosiddetto “new age”. Chi non ha mai frasi come “Se c’è rimedio perché te la prendi? E se non c’è rimedio perché te la prendi?”. Coerente con gli obiettivi propri del China National Opera and Dance Drama Theatre – coniugare la plurimillenaria eredità culturale di un grande paese come la Cina con il concetto di innovazione – spiega Kong Dexin: “È una grande sfida per mostrare un nuovo Confucio in cui speriamo di raccontare una persona comune, non un mito. In questo dramma danzato, Confucio sarà un uomo fresco, che mantiene la sua fede verso un’ideale di armonia e fratellanza dei popoli”. Un messaggio quanto mai attuale in quest’epoca segnata da profondi cambiamenti e drammatiche migrazioni.

Il dramma danzato Confucius utilizza il balletto per descrivere la storia di Confucio e i suoi viaggi in tutta la Cina, nonché le difficoltà per rendere il Confucianesimo una pratica accettata e diffusa. Ma a venire rappresentati sono anche i pensieri e i sentimenti del Maestro, attraverso l’uso di melodie, di sontuose coreografie e scenografie che non mancheranno di colpire anche lo spettatore occidentale che abbia poca familiarità con l’eredità culturale di quello che veniva chiamato il “Celeste Impero”. Un Paese che dista migliaia di chilometri da noi, ma che ormai ci è vicino e con quale dovremo sempre più fare i conti in futuro. Apprenderne e apprezzarne la cultura dunque, non è solo un piacere destinato ad arricchire il nostro senso estetico, ma ci permette di comprendere di più e meglio i pensieri e la sensibilità di un popolo ormai entrato a far parte della nostra vita quotidiana.

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16 luglio, ore 21 – Forlì, Teatro Diego Fabbri – ingresso Platea € 12 – Galleria € 10 – Gratuito sotto i 10 anni – info: 0542 25747, emiliaromagnafestival.it

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