Zachary Oberzan, Tell Me Love Is Real - foto di Manu Bloemen

Zachary Oberzan, Tell Me Love Is Real - foto di Manu Bloemen
Zachary Oberzan, Tell Me Love Is Real – foto di Manu Bloemen

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Un percorso nella notte, nelle oscurità e nei sottosuoli, ma anche nel mondo dell’immaginazione, dell’invenzione, della trasformazione. Un déplacement molto concreto, con l’attraversamento e la riscoperta di luoghi caratteristici o a volte dimenticati e “non visti”: lo Sferisterio, la Rocca Malatestiana, il parco dei Cappuccini, le grotte, il greto del fiume Marecchia, una fabbrica abbandonata, un campetto da basket, il parcheggio di un centro commerciale, le palestre di una scuola tecnica.

Alcune segnalazioni dal proteiforme programma.

Ad aprire idealmente la 46a edizione del Festival Internazionale del Teatro in Piazza sarà il progetto di uno degli artisti cult della nuova scena europea, Philippe Quesne: ispirandosi al tema della notte, del mito della caverna di Platone e dell’immaginario del parco tematico, ha concepito Welcome to Caveland!, stratificata proposizione presentata al Festival in prima italiana (dopo aver debuttato a inizio maggio al Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles).

Cristina Kristal Rizzo tornerà a Santarcangelo con BoleroEffect, che dopo l’anteprima nel 2014 verrà proposto nella forma di Rapsodia, e con la nuova creazione Prelude, spettacolo che vedrà in scena sette danzatori internazionali con cui la coreografa ha esplorato la nozione dell’iniziare e annunciare qualcosa che verrà.

Sul buio interiore ha lavorato Zachary Oberzan, regista e performer statunitense che in Tell Me Love Is Real evocherà con ironia una serie di personaggi della cultura e dello show business: da Whitney Houston a Bruce Lee, da Serge Gainsbourg a Leonard Cohen, tra uno skype surreale con Jean Claude Van Damme e uno pseudo karaoke sulle note di Je t’aime moi non plus.

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Mårten Spångberg, Natten - foto di Luca Ghedini
Mårten Spångberg, Natten – foto di Luca Ghedini

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Al tema della notte si ispira, sin dal titolo, anche il lavoro di Mårten Spångberg, coreografo svedese che tornerà a Santarcangelo, dopo la partecipazione alle edizioni del 2013 e 2014, con la prima italiana di Natten (Notte), nuovo spettacolo che chiuderà il Festival e in cui gli spettatori saranno invitati a immergersi in una danza notturna fino e oltre l’alba: «Al centro dell’opera un’idea di notte che rimanda sia all’oscurità che al sogno, sia alla paura che alla liberazione: un lavoro che invita gli spettatori a immergersi in una lunghissima durata, una notte che preluda a un giorno davvero nuovo».

Gruppo di ricerca fondato quindici anni fa da Eva Geatti e Nicola Toffolini, Cosmesi porterà a Santarcangelo due differenti proposte accomunate dal riferimento a David Thoreau e ai suoi testi sulla disobbedienza civile e sul rapporto tra uomo e natura: l’installazione performativa Ghezz e lo spettacolo Di natura violenta.

Prenderà la forma di una camminata tra il cuore di Rimini e il lungofiume del Marecchia L’uomo che cammina di DOM / Leonardo Delogu, esperienza che porterà a compimento tre anni di ricerca intorno alle pratiche del camminare e al rapporto tra corpo e paesaggio.

Attraverso lo specchio: con questo titolo (preso in prestito da Lewis Carroll) Santarcangelo 2016 dedicherà un’intera sezione del programma al teatro dei bambini. Lo farà nello spazio dello Sferisterio dove, tra l’altro, Alessandro Sciarroni presenterà Joseph_Kids e il collettivo artistico Kinkaleri metterà in scena Butterfly, riscrittura per ragazzi della celeberrima opera pucciniana.

Ci vediamo a Santarcangelo.

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MICHELE PASCARELLA

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8 – 17 luglio – Santarcangelo di Romagna (RN), luoghi vari – info: santarcangelofestival.com

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