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Torna, dal 13 al 23 ottobre, Vie Festival, alla sua dodicesima edizione, con 36 spettacoli, 23 diverse compagnie, di cui 14 italiane e 9 straniere, 6 prime assolute, 7 prime nazionali e vari incontri collaterali.
Il festival continua la sua ricerca nell’ambito del panorama teatrale contemporaneo e si articola, come negli anni precedenti, con spettacoli tra Modena, Bologna, Carpi e Vignola.
La programmazione di quest’anno, in linea con quella degli anni precedenti, continua a presentare i lavori di grandi maestri del teatro, come Theodoros Terzopoulos, Oskaras Koršunovas, Juozas Budraitis, accanto a nomi di giovani artisti come ErosAntEros e Gli Omini.
Questa edizione di Vie si apre il 13 ottobre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena con una prima nazionale, nell’ambito del Progetto Prospero, Tristesses di Anne-Cécile Vandalem, uno spettacolo di teatro musicale che, con un dispositivo scenico al confine col linguaggio cinematografico, indaga l’intristimento dei popoli.
Proprio parlando del Progetto Prospero, che quest’anno giunge a conclusione, il direttore Pietro Valenti ne sottolinea l’importanza, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival, ricordando come ha unito progetti e studenti, provenienti da diverse parti del mondo, e permesso loro di lavorare insieme sotto la direzione di grandi personaggi del teatro.
Tra gli altri nomi che animeranno il Festival i Berlin in Perhaps All The Dragons, un altro lavoro che va a toccare i codici del cinema, come anche Kiss & Cry di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael.
Spazio alla musica con C’Mon Tigre, accompagnati dalle animazioni digitali di Gianluigi Toccafondo, al teatro Comunale di Carpi, e all’arte figurativa con Stefano Ricci, con la collaborazione di Danio Manfredini.
Un calendario ricchissimo che continua con importanti artisti, alcuni nuovi a Vie Festival e altri che tornano con lavori in prima assoluta: Virgilio Sieni con Ballo 1890_Natura morta, Wang Mengfan con 50/60, Li Jianjun con A man Who Flies Up to the Sky, Belarus Free Theatre, subito dopo il debutto londinese, di Burning Doors, l’attrice Maria Alyokhina del collettivo Pussy Riot che racconta dal vivo le storie degli artisti perseguitati nelle prigioni russe.
Tornano i Motus con Raffiche, spettacolo che inaugura “Hello Stranger”, la rassegna che Bologna dedica alla compagnia per i suoi 25 anni di attività e che prosegue fino a dicembre in vari luoghi della città.
Anche CollettivO CineticO, dopo la personale dello scorso anno a loro dedicata, porta nell’ambito di Vie Festival la nuova creazione Sylphidarium.
A Vie anche i giovani attori e drammaturghi della Scuola di Alta Formazione di ERT che, guidati da Antonio Latella, hanno messo in scena uno degli spettacoli rivelazione dell’ultima stagione teatrale, Santa Estasi, che potremo rivedere il 14 e il 15 ottobre al Teatro delle Passioni di Modena.
Anche quest’anno, come afferma il direttore Valenti, il Festival si svolge all’interno dei teatri: la mancanza di un’economia solida infatti non ha permesso l’utilizzo di spazi esterni da rivalutare e riqualificare e i fondi, come continua a spiegare il direttore, sono stati utilizzati maggiormente per i lavori degli artisti. Non manca però l’invito e la speranza a riorganizzare una forma di Festival che si svolga in spazi aperti, fuori dai teatri, come avveniva un tempo.

 

SILVIA MERGIOTTI

Per il programma completo: viefestivalmodena.com/vie2016/

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