poggipolliniLa musica vissuta nella sua dimensione più artigianale, come un’arte che si coltiva giorno dopo giorno, con lo studio e con la passione, con il cuore e con il sudore. C’è l’hip hop del rapper controtendenza, teen idol sul palco e docente di italiano e storia quando sale in cattedra. Ci sono i riff ruvidi e fumosi dell’icona del rock bolognese, e poi c’è la tromba più virtuosa del jazz italiano. Si intitola ‘I Mestieri della Musica’ ed è la seconda edizione della rassegna promossa da Arci Bologna e Zona Roveri che da domenica 23 ottobre torna a occupare la prestigiosa cornice del Museo della Musica di Bologna, in Strada Maggiore, 34.

 

La rassegna, realizzata in collaborazione l’Istituzione Bologna Musei-Museo internazionale e biblioteca della musica e con il sostegno della Fondazione del Monte, è diretta dal giornalista Pierfrancesco Pacoda e si articola in sei appuntamenti che vedono protagonisti non solo musicisti, ma anche figure professionali che lavorano dietro e fuori dal palco. Ognuno di loro, in una conversazione di 90 minuti, parlerà del proprio lavoro e del funzionamento di un meccanismo che ha a che fare con l’originalità e con la  creatività, ma anche con l’industria. Il fil rouge di ogni incontro? Il legame con Bologna, capitale della seconda arte per l’Unesco.

 

Si parte domenica 23 ottobre con Murubutu, l’artista hip hop del momento, che presenta in anteprima il nuovo disco ‘L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti’. Trentacinquenne, reggiano, legato artisticamente al collettivo di producer bolognesi Kintsugi, racconterà cosa vuol dire conciliare la carriera da rapper con quella di docente in una scuola superiore.

 

Il 3 novembre arriva una chitarra che non ha bisogno di presentazioni, quella di Federico Poggipollini, storico membro della band di Ligabue che da oltre 20 anni rappresenta l’anima del rock a Bologna. Ma anche del blues, perché con il suo ultimo disco, ‘Nero’, è andato a esplorare anche i territori della black music.

 

Il 13 novembre spazio a una delle realtà più affascinanti della rivoluzione tecnologica applicata ai nuovi media, Spreaker, start up bolognese che ha inventato un sistema che permette a chiunque, anche da casa, di aprire una web radio. A raccontare l’esperienza di questa giovane e dinamica realtà imprenditoriale sarà Tonia Maffeo.  

 

Il 20 novembre è la volta di un guru della discografia locale, Maurizio Biancani, uno dei più apprezzati tecnici del suono italiani il cui suo nome è strettamente legato a quello della bolognese Fonoprint, per le cui sale di registrazione sono passati i più grandi big della musica italiana, da Lucio Dalla agli Stadio, da Ligabue a Vasco Rossi.

 

Il 29 novembre si prosegue con Nicola Sani, sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna e virtuoso compositore contemporaneo apprezzato anche a livello internazionale. Presenterà in particolare la sua ultima opera ‘Raw’.

 

Il gran finale della rassegna è il 4 dicembre: reduce dal successo del progetto benefit ‘Il jazz italiano per Amatrice’, al Museo della Musica torna Paolo Fresu, ospite gradito che lo scorso anno aveva inaugurato il cartellone. Il trombettista sardo di origine e bolognese di adozione racconterà come fare musica sia anche organizzare eventi, anche a scopo solidale, dare spazio ai giovani e promuovere i talenti emergenti.

 

Gli incontri iniziano alle 17. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Chi non è in sala avrà la possibilità di dialogare con gli ospiti attraverso una diretta Facebook.

 

CARLOTTA BENINI

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