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Dopo le due anteprime “ROBOT Paths” a Palazzo Re Enzo (8 e 21 settembre), si entra nel vivo della manifestazione. RBT09 avrà luogo da domani 5 ottobre all’8 ottobre presso l’ex Ospedale dei Bastardini di Bologna, con un party di chiusura al Cassero in via Don Minzoni.

Dopo RBT08 il sistema operativo ha avuto bisogno di un riavvio. Il precedente modello si è rivelato insostenibile: 18.000 presenze non sono bastate a garantire la sostenibilità della manifestazione. Per ripartire è stato quindi necessario riconsiderare la questione da una diversa angolatura: mettere in discussione l’intero apparato, ma senza dimenticare le fondamenta – cosa ci ha portato fino a qui, e come.

C’è stato tempo per un salvataggio dati: RBT09 è sì un nuovo inizio , ma con gli elementi essenziali ancora in memoria: la passione e la ricerca del nuovo, nella musica e nelle arti. Per l’edizione numero 9 cambia il contesto – location, dimensioni – ma non il testo. L’intento resta lo stesso: arrivare a un punto diverso da dove eravamo partiti, lavorando sulla qualità del tragitto.

Tra i nomi più attesi spicca Hieroglyphic Being, il nuovo volto della techno più ortodossa, contemporaneamente compositore sperimentale tra i più arditi. Stesso spirito che anima il percorso di Space Dimension Controller, altro grande visionario, creatore di una saga fantascientifica ad oggi impareggiabile. E ancora techno con la leggenda di Detroit Stingray 313, passamontagna calato, attitudine bellicosa, un dj-set che ripercorre i passi che hanno reso grande il genere. Poi: Aurora Halal , per decostruire il concetto stesso di “dancefloor”, con un set dalle parti dell’esperienza audiovisuale; The Dwarfs Of East Agouza, “giganti” dell’improvvisazione a espandere lo spazio-tempo in una jam senza confini; The Grasso Brothers, campioni del funk in tutte le sue declinazioni; The Analogue Cops, amore per il vinile e il suono analogico. Ci sono i grandi nomi di domani, intercettati nell’istante immediatamente precedente all’esplosione: Peggy Gou , coreana di nascita, europea di adozione e Route 8 , da Budapest, entrambi nel segno di un’elettronica senza confini. E ancora: enigmi indecifrabili (Verotika , 1024 Architecture), live onironautici che durano una notte intera (lo sleep concert di Rabih Beaini in “The Repetition of Dreams”) , eccellenze italiane al massimo della forma (Fabrizio Mammarella , tra gli interpreti più personali del nuovo suono italo; Nicola Ratti , “l’uomo dell’elettroacustica”) e alcune sorprese: la joint-venture intercontinentale Mop Mop Electric Trio con l’innesto temporaneo di Wayne Snow e le prove aperte della collaborazione Dewey Dell/Massimo Pupillo in una veste a cui assistere ora o mai.

Per quanto riguarda invece il versante show audio/video: Lumisokea, Rabih Beaini + Vincent Moon , Presente + Andrea Masciadri . Tra fantasmi cyberpunk,loop visuali, rituali da indurre allo stato di trance, panorami psichici, ritratti 3.0: cercando ancora una volta di sgretolare ogni barriera tra immagine e suono.

 

Dal 5 all’8 ottobre, Bologna, ex Ospedale dei Bastardini, Via D’Azeglio, robotfestival.it

 

SILVIA MERGIOTTI

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