Cristiano Tassinari, Africanella, 2016, neon light tubes, power transformator, 50x45.9 cm, edition of 5

 

Cristiano Tassinari, Africanella, 2016, neon light tubes, power transformator, 50x45.9 cm, edition of 5
Cristiano Tassinari, Africanella, 2016, neon light tubes, power transformator, 50×45.9 cm, edition of 5

Nuovissima edizione per Critica in Arte, la rassegna del MAR di Ravenna divenuta ormai un appuntamento fisso con la nuova critica italiana e la giovane arte contemporanea. E dato che formula vincente non si cambia, anche quest’anno lo schema resta invariato, prevedendo l’intervento di tre critici a confronto con il lavoro di tre artisti da loro selezionati.

Ad aprire il percorso espositivo tocca alla curatrice indipendente Roberta Pagani, che presenta Cristiano Tassinari (Forlì, 1980; vive e lavora a Berlino) che con 55m2 it’s our home! ci porta a riflettere sui problemi della nuova identità europea. Cosa vuol dire palare di Europa nel 2016? L’artista forlivese lo esprime attraverso una bandiera dell’Unione con le stelle sbiadite, simbolo di un popolo in declino, che da colonizzatore si è ormai trasformato in un passivo osservatore degli eventi che lo travolgono, un popolo coinvolto in un processo di unificazione del territorio incapace di cancellare differenze e vecchie contraddizioni tra le differenti Nazioni.

Davide Caroli, curatore del Museo d’Arte di Ravenna, per questa nuova edizione di Critica in Arte si confronta con la pittura e presenta il lavoro del piemontese Enrico Tealdi (Cuneo, 1976). Una pittura evocativa ed evanescente, quella di Tealdi, caratterizzata da un senso di sospensione metafisica enfatizzato da un allestimento ad hoc realizzato nelle sale centrali del percorso espositivo, al piano terra del MAR. Per usare le parole dello stesso Caroli, «Tealdi dipinge silenzi e frammenti di un racconto in cui tutto è avvolto in un atmosfera di mistero, le sue sono immagini di silenzio e quasi ambigue, e sono il risultato di una tecnica fatta di pazienza e di un susseguirsi scrupoloso di diverse fasi di lavoro».

Chiude il percorso il terzetto di artisti di base a Ravenna CaCO3, costituito da Âniko Ferreira da Silva (Ravenna 1976), Giuseppe Donnaloia (Martina Franca, 1976) e Pavlos Mavromatidis (Kavala, Grecia, 1979). Sotta la cura di Daniele Torcellini, il gruppo propone una riflessione sul concetto di contesto e sugli oggetti che vi sono contenuti ragionando sulle opere presenti in mostra presentate in due momenti dalla loro vita: dallo studio in cui sono state create all’ambiente che le ospiterà una volta finite. Una scelta, quella di presentare il lavoro di CaCO3, in linea con il luogo e la città di Ravenna: da più di dieci anni, infatti, il gruppo ragiona sulle possibilità espressive del mosaico nella contemporaneità, attraverso un’analisi e una ricerca sulla materia, ragionata in ogni suo aspetto. (leonardo regano)

 

20 novembre – 8 gennaio, Ravenna, MAR, via di Roma 13. Inaugurazione ore 18, info: 0544 482487

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