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Oltre quarantacinque anni fa Elis Regina portava al successo un brano di un musicista di Rio De Janeiro formatosi negli Stati Uniti: quella canzone era la leggendaria Madalena e il giovane che la scrisse era Ivan Lins. Una vita. Adesso Lins è un signore attempato di oltre settant’anni che ha avuto una carriera a dir poco piena di riconoscimenti, fra Grammy e interpretazioni dei dei suoi pezzi da parte di una pletora di nomi arcinoti: Sarah Vaughan, Sérgio Mendes, Ella Fitzgerald, Quincy Jones, Sting, George Benson, Gal Costa, Manhattan Transfer, Toots Thielemans, Dianne Schuur, Paula Cole, Carmen McRae, Fátima Guedes, Michael Bublé, Nancy Wilson, Mark Murphy, Patti Austin, Simone e Barbra Streisand sono solo alcune delle star brasiliane e internazionali che hanno accostato il loro nome a seu Ivan.

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Con tutta la contagiosa nonchalance dell’uomo di mondo, eccolo che appare al Blue Note di Milano per un’esibizione dove tutto il suo carisma è giocato con maestria. Lins adesso è un tizio che si diverte e sopratutto sa divertire il pubblico con quello stile figlio della bossa jazz di Antônio Carlos Jobim e di un po’ tutta quella musica brasiliana crossover divenuta standard di quella internazionale. E ricordando una curiosità, addirittura la sua  Novo tempo ha quasi rischiato di far parte di Thriller (1982) di Michael Jackson: Quincy Jones pare che se ne innamorò durante un soggiorno in Brasile, tanto di chiedere autorizzazione a tradurla in inglese – racconta Lins che causa qualche contrattempo e sua sbadataggine, non se fece nulla. Quando si dice sliding doors.

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Accompagnato da una gran band multietnica – Chris Wells alla batteria, Cláudio César Ribeiro alla chitarra e Claus Fischer basso – il musicista brasiliano regala un solido set molto jazzato, sbarazzino ma altrettanto di tecnica non comune in slalom scelto fra i suo repertorio. Gusto per il jamming e canzoni di gran fattura come Renata Maria, l’epica dedicata alla sua terra Meu País – uno dei momenti più vibranti della performance – Começar de novo – perla che già aggraziò i repertori di Ella Fitzgerald e di Sarah Vaughan – Metropolis (Arlequim Desconhecido)Dinorah, Dinorah – che George Benson nel 1980 portò a successo planetario – fino al capolavoro Madalena, trascinano il locale ad alzarsi in piedi a ballare e a regalare il giusto battimani: che Ivan Lins si merita tutto!

CICO CASARTELLI

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