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«Un teatro fatto di minuziose, talvolta impercettibili, trasfigurazioni di corpi e di cose. Un teatro onirico, in cui la poetica di Pier Paolo Pasolini si fonde con la visionarietà di Eduardo De Filippo e la ricerca umana e spirituale di Dostoevskij»:  il giornalista e critico teatrale Attilio Scalpellini sintetizza il mondo poetico di Gaetano Ventriglia, attore definito da Ascanio Celestini «il più grande attore del ventunesimo secolo».

Gaetano Ventriglia presenterà a Mentre Vivevo, la bella rassegna di spettacoli curata da quotidiana.com e La Mulnela al Centro Sociale di Poggio Torriana (RN), il monologo Otello alzati e cammina.

«A me interessa la tragicomica di Otello» suggerisce l’artista foggiano «Iago non è interessante, lui fa il lavoro che fa il mondo. Iago, con Amleto, avrebbe fatto una brutta fine. Il mio Iago dice: Io sono l’azzeratore, io posso cambiare nome alle cose, ma allora tutto ricomincia da capo, tutto ricomincia da zero. Dimmi la tabellina dello zero. Zero per zero uguale zero. Bravo! Esatto. Hai visto? Inizio della storia, fine della storia. Una tempesta, un’isola. Una tempesta porta Otello a Cipro per combattere i turchi. Ma i turchi sono tutti affogati prima ancora di arrivare. A Otello, adesso, tocca vivere. Mannaggia. Come fare? Se c’è una possibilità, la buttiamo via. Peccato. O forse…».

Conclude il critico teatrale Simone Nebbia: «Nel teatro di Gaetano Ventriglia c’è, non smetterò mai di dirlo, la poesia della verità, c’è quel che farebbe del teatro l’arte più schietta se non fosse –oggi– così artefatta: la liquidazione del classico nel moderno, ma senza dimenticarne valori ed errori: c’è il dolore di un testo vergato sulla propria pelle, di cui possiamo realmente dire si tratti di una “interpretazione”. Il suo lavoro è una indagine nell’anima di uomini divenuti personaggi leggendari, simbolo delle pieghe in ombra che alla stessa anima appartengono; ma non si esaurisce la sua forza nel contesto, penetrando fino all’inviolabile, al testo: svela Ventriglia ciò che ha fatto di Shakespeare poeta immortale: il gioco metaforico di parole al posto di altre, concetti oltre il primo luogo, pensieri trasmigrati da referente a nuovo significato, dalla sua sensibilità alla nostra».

A ogni appuntamento di Mentre Vivevo, progetto realizzato con il sostegno del Comune di Poggi o Torriana e della Regione Emilia Romagna – Progetto Arti per il contemporaneo, arti per il territorio, seguirà un aperitivo con l’artista. Verranno inoltre estratti un libro e quattro ingressi omaggio per lo spettacolo successivo.

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6 novembre, ore 17.30 – Poggio Torriana (RN), Centro Sociale, Via Costa del  Macello 10 (traversa di Via Santarcangiolese all’altezza del civico 4603) – ingresso unico 8 € – info e prenotazioni: 347 9353371, quotidiana@alice.it.

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