Ogni anno, tra Natale e l’Epifania, noto accanto ai cassonetti, tra scatoloni e cartacce, una grande quantità di cesti, generalmente piuttosto brutti ma nuovi di zecca. La tradizione di regalare un contenitore utile e durevole, pieno di cose buone da mangiare, contaminata dal consumismo dell’usa e getta e del basso costo a tutti costi, ha dato vita a una enorme produzione di cesti inutili e di scarsa qualità, che ci piovono in casa e di cui non sappiamo che fare. Pacchiani, rossi, dorati, spruzzati di neve finta, pieni di nastri, foderati di fastidiose pagliuzze di plastica, sono l’antitesi di un manufatto intrecciato a regola d’arte… Certo, non tutti i cesti in commercio sono scadenti, e potreste anche riceverne di bellissimi: come riconoscere un buon cesto? Anzitutto, un cesto fatto per durare è compatto: sia se rigido, cioè realizzato con rami o fascette di legno, sia se flessibile, realizzato con piante erbacee (come palma e giunco), non deve scricchiolare sotto una lieve pressione delle mani e ogni parte dev’essere ferma al suo posto; spesso un’immersione o una spruzzata di vernice, trasparente o colorata, servono a mascherare la fragilità della materia prima. Inoltre, un cesto adatto a contenere cibo dev’essere fatto interamente di materiale vegetale, senza colle, vernici, brillantini, parti metalliche.

Non esistono cesti fatti a macchina, e intrecciare bene richiede tempo e pazienza. Quando un cesto fatto a mano costa quanto una cassetta della frutta prodotta industrialmente, ciò significa che è stato fatto nel più breve tempo possibile, e a volte, purtroppo, con sfruttamento della manodopera. In ogni caso è un peccato gettare nella spazzatura un oggetto nuovo, ancorché dozzinale, se possiamo concedergli una seconda vita. Che potrebbe, ad esempio, essere identica alla prima: si possono conservare questi cesti, impilati dentro un sacco di plastica o tela, fino al prossimo Natale: non stiamo riciclando un regalo, comportamento ecologico sebbene eticalmente discutibile, ma soltanto una confezione…

Un’alternativa più creativa? Trasformare il cesto in una cuccetta per piccoli animali, rivestendone l’interno con un vecchio maglione di lana (o una coperta, un cappotto, un cuscino….). I cesti con base ovale o rettangolare e il bordo basso sono i più adatti per fare un regalo all’amichetto peloso, che sicuramente apprezzerà.

I vecchi cesti che troviamo in cantina, anche in cattivo stato, si possono riutilizzare nell’orto o in giardino, per proteggere le colture dal gelo, o per costruire ripari e mangiatoie per gli uccelli: per questi usi è importante che siano del tutto privi di trattamenti chimici.

(Nella foto, l’intreccio di sanguinello mostra il suo colore naturalmente vivace, sfumato tra il verde brillante e il porpora)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here