I piani su cui gioca Daniel Lanois è evidente che siano più di uno quanto molto diversi fra loro. Esiste il Lanois produttore dei grandi nomi – Willie Nelson, U2, Peter Gabriel, Bob Dylan, Emmylou Harris, Neville Brothers, Neil Young – ed esiste il cantautore che ha regalato dischi molto affascinanti come For The Beauty Of Wynona (1993). Poi, però, esiste anche lo sperimentatore underground di tutta una serie di dischi strumentali circolati solo fra i veri appassionati ed esiste anche il talent scout che negli anni ha appoggiato le carriere di magnifici fuorilegge come Chris Whitley – e, peraltro, anche della progenie di quest’ultimo, Trixie.

Goodbye To Language appartiene alle ultime due famiglie: è un disco che circolerà fra i fan più accaniti e fa un po’ da talent scout, perché sulla barca Lanois ha tirato su un bell’esemplare di giovane musicista complesso come Rocco DeLuca, per il quale ha già prodotto due eccellenti album – nonché averlo portato in tour con sé per oramai diversi anni.

Questo è l’ottavo disco strumentale da che Lanois pubblicò la colonna sonora di Sling Blade (1996) – ottavo & mezzo se si considera che una bella fetta di Here What It Is (2008) è anch’esso strumentale – e continua con un bell’affresco di musica in grande evoluzione. Qualcuno, a questo punto, potrebbe chiamarla cosmic ambient country senza esser molto lontano dalla sensazioni che trasmette percorrere le note fuoripista intraprese dal principe del produttori contemporanei – un po’ come aver preso i lavori fatti con Brian Eno e Harold Budd decenni or sono e quelli più recenti fatti per il fraterno amico attore/regista Billy Bob Thornton, averli uniti e proseguire per l’inesplorato.

Daniel e Rocco in Goodbye To Language viaggiano nell’elasticità della musica, fatta per lo più con steel guitar che si incrociano a affetti sonori, dove non esiste né messaggio né parola bensì solo sensazione – come se l’unico scopo fosse quello di toccare una dimensione ignota. Poco meno di quaranta minuti di musica che potrebbero andare in loop per ore e, in qualche modo, non sembrare mai gli stessi.

CICO CASARTELLI

DANIEL LANOIS & ROCCO DeLUCA – Goodbye To Language (Anti/Epitaph)

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