Ruggero Sintoni, fondatore e co-direttore artistico del Centro di produzione teatrale Accademia Perduta/Romagna Teatri, è il nuovo Presidente dell’Associazione nazionale dei Teatri Stabili d’Arte Contemporanea (A.N.T.A.C.).

L’elezione è stata votata oggi a Roma, con unanimità e senza astensioni, dall’Assemblea dei Soci dell’A.N.T.A.C., l’Associazione di categoria che, in seno all’Agis (Associazione generale italiana spettacolo), riunisce i Centri di produzione teatrale operanti in Italia con il proposito di sostenerne lo sviluppo e la diffusione nell’ambito del sistema teatrale nazionale e internazionale. L’Associazione persegue lo scopo di rappresentare e tutelare gli Organismi aderenti con particolare riferimento allo sviluppo delle politiche culturali e imprenditoriali che sono rivolte all’accrescimento e alla stabilizzazione degli spazi di lavoro del teatro d’arte contemporanea.

Ruggero Sintoni succede ad Antonio Massena, che ha guidato l’associazione per due mandati.

Già Presidente dell’Associazione delle Imprese dello Spettacolo dal vivo dell’Emilia-Romagna (eletto nel 2004, poi confermato nel 2009), Ruggero Sintoni è da molti anni coinvolto e impegnato nelle attività dell’A.G.I.S., ricoprendo importanti incarichi e raccogliendo apprezzamenti per la sua autorevole competenza professionale e l’ampia esperienza nell’ambito dei rapporti istituzionali e organizzativi che regolano, nel loro insieme, il variegato e complesso panorama dello spettacolo italiano.

 

Il neo Presidente ha dichiarato: «ringrazio i colleghi dei Centri di produzione che rappresentano per me una delle realtà più vivaci e più dinamiche del Sistema Teatrale italiano. Ho proposto all’Assemblea un Esecutivo formato da Fioravante Cozzaglio, Gianluca Balestra, Pierluigi Cecchin, Alberto Bevilacqua, Giovanni Petrone, Salvatore Tramacere, Marco Ciuti, anch’essi votati all’unanimità. Ho ringraziato per il lavoro svolto negli ultimi otto anni Antonio Massena di cui eredito la carica e per la quale posso assicurare fin d’ora il mio impegno e quello di tutto l’Esecutivo per essere all’altezza delle sfide che il nuovo codice dello spettacolo e il mondo teatrale ci riserveranno per i prossimi tre anni».

 

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