Era il 1894. Lo scrittore belga Edmond Picard, ragionando sull’opera del pittore Henry van de Velde, utilizza per la prima volta il termine di “art nouveau” per definire quel suo stile tipico di rappresentazione sintetica, piatta, ispirata alle linee curve e morbide dei fiori e delle piante ornamentali. Uno stile di pittura e di decoro che rappresentò una moda sempre più diffusa in quegli anni in Europa e che conoscerà diverse definizioni, tra cui quella di “Liberty” con cui è stato introdotto in Italia, dal nome del negozio londinese da cui arrivavano nel Bel Paese le novità del gusto d’oltralpe. Se ne torna a parlare a Reggio Emilia, con una grande mostra organizzata a Palazzo Magnani. Oltre 300 le opere in esposizione che raccontano il Liberty italiano nelle sue due anime: quella propriamente floreale e quella più “modernista”, più inquieta, stilizzata ed essenziale e che precederà le ricerche delle avanguardie del primo Novecento, in primis il Futurismo. Un confronto tra queste due tendenze ritenuto fondamentale per i due curatori Francesco Parisi e Anna Villari, che hanno cercato nelle loro ricerche di “assecondare […] il dibattito storico-artistico dell’epoca, che individuava, come vera essenza del Liberty, la linea fluente, floreale e decorativa e, d’altra parte, recuperando il modello critico della letteratura coeva che identificava nel Liberty tutto ciò che era considerato moderno e di rottura, includendo quindi anche quelle esperienze non propriamente classificabili in Italia come floreali ma piuttosto moderniste o secessioniste”. Molte le opere in mostra degne di nota tra manifesti, dipinti, ceramiche e studi progettuali: Palazzo Magnani è difatti riuscito ad aggiudicarsi prestiti provenienti dai più importanti Musei italiani e da straordinarie Collezioni private. Un posto di rilievo occupa la sezione dedicata alla grafica, mezzo espressivo privilegiato in quegli anni. Dai grandi manifesti pubblicitari, all’illustrazione di riviste e libraria (un interesse importante perché sancisce la ritrovata unione tra arti visive e letteratura, di ispirazione medievale) essa ci testimoniano la caratteristica principale di questo nuovo stile europeo, il suo superamento del confine tra arti maggiori e arti applicate che ne ha fatto uno fenomeno espressivo unico nel suo genere, capace di arrivare a tutti indistintamente e senza bisogno di mediazioni, in un processo precursore della “democratizzazione” del buon gusto e della cultura della seconda metà del Novecento.

LEONARDO REGANO

Fino al 14 febbraio

Reggio Emilia, Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 31

Orari: mar – gio 10.00/13.00; 15.00/19.00; ven, sab. dom e festivi 10.00 – 19.00 – lunedì chiuso

Info: tel. 0522 444446; mail. info@palazzomagnani.it; www.palazzomagnani.it

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