Dal 6 febbraio è tornato nelle sale italiane Il disprezzo, uno dei film di Jean-Luc Godard più contestati della storia del cinema.

Il disprezzo in edizione director’s cut restaurata è tutt’altro film rispetto alla famigerata versione italiana o ‘versione Ponti’, scivolata senza scrupoli dagli schermi anni Sessanta ai successivi passaggi televisivi (che in Cineteca a Bologna ripropongono per i più curiosi che vogliano approfondire le differenze sabato 11 alle ore 16). Infatti fu proprio il tycoon italiano che stravolse il film (per questo disconosciuto dal suo autore) rimontandolo, tagliandone venti minuti, appiattendo sull’italiano la babele dei dialoghi, sostituendo la musica per archi di Georges Delerue con il jazz di Piero Piccioni, eliminando di netto il finale e facendo cadere sul pavimento della sala di montaggio il nudo della diva più hot di quegli anni. Il romanzo di Moravia diviene il pretesto per uno de i film più lineari e narrativi di Godard, dove il paesaggio mediterraneo e marino offre un sontuoso contrasto alla volgarità del milieu cinematografico e all’amarezza della fine di una coppia. Tra Cinecittà e una Capri dai colori irresistibilmente pop, Michel Piccoli lavora sul set di un improbabile adattamento dell’Odissea (l’aristocratico regista è Fritz Lang che interpreta se stesso), mentre la moglie Brigitte Bardot è corteggiata dal produttore. Una riflessione sul cinema e sull’amore asprigna e ironica, illuminata e luminosa, e “tutta incentrata sul rapporto classicità-modernità” (Alberto Farassino).

Sempre alla Cineteca di Bologna, lunedì 13 alle ore 18.15 Alain Bergala, critico, docente e cineasta, storica firma dei “Cahiers du cinéma” e fra i massimi conoscitore del cinema di Godard, terrà una lezione a ingresso libero sul film e introdurrà la successiva proiezione delle ore 20.15.

SILVIA MERGIOTTI

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