Appuntamento al CISIM venerdì 17 febbraio alle ore 21 con la proiezione del docufilm “La memoria dell’acqua” di Patricio Guzmán.

Un parallelepipedo ripieno di acqua risalente a millenni fa. È questa la scoperta che dà il via a una serie di considerazione e riflessioni sull’elemento liquido. L’acqua si pone come elemento portante di tutto il film: così come essa si presenta agli occhi degli osservatori astonomici del Cile come elemento indispensabile per la vita sia sulla Terra che nel resto del cosmo, così nella pellicola l’acqua assume il ruolo fondamentale di collegare tra loro due elementi molto distanti e riportarli alla memoria collettiva.

La storia di due massacri, quello più antico che ha portato i colonizzatori a trucidare un’intera popolazione nativa sudamericana, i Selknams e uno più recente avvenuto all’interno dei desaparecidos di Villa Grimaldi a Santiago, il centro cileno di detenzione e tortura sotto la dittatura di Pinochet. Entrambe tornano alla memoria grazie ad elementi che l’acqua ha conservato: un bottone di madreperla incrostato nella ruggine di una rotaia in fondo al mare probabilmente appartenuto a un ex detenuto e la sinfonia dello scorrere del fiume e della cascata che stavano alla base della cultura dei Selknams.

L’acqua si fa così chiave narrativa per raccontare un Paese, il Cile, con le sue ferite e le sue violenze, senza mai dimenticarsi di esaltarne contemporaneamente anche la bellezza.

Al termine della proiezione, il pubblico è invitato a riflettere sulle tematiche trattate anche grazie all’intervento dell’astrofisico Mauro Dadina.

Venerdì 17 febbraio, “La memoria dell’acqua”, CISIM Lido Adriano, ore 21 – info: ccisim.it

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