Poetico e concreto allo stesso tempo, lo spettacolo OUT di Unterwasser fa compiere un vero e proprio viaggio visivo e introspettivo.

Protagonista è un dolce burattino che sembra sorprendersi di ogni cosa e rimane spaesato dalla fuga del suo cuore-uccellino dal suo petto-gabbia.

Trasportato dalle abili mani di Giulia De Canio, Aurora Buzzetti e Andrei Balan (che al momento sostituisce Valeria Bianchi) la marionetta comincia un’avventura che, passando per scenari ispirati ad artisti quali Mondrian, Rotkho ed Escher, lo porterà a scoprire il mondo fuori e dentro di sé.

Il movimento a vista delle figure non distoglie l’attenzione né allontana dall’atmosfera onirica ricreata e suggerisce un messaggio ulteriore: non sono le cose finte che emozionano e durano nel tempo ma quelle vere, che non si nascondono e persino i bambini se ne accorgono.

Sorpreso e spaventato, il protagonista si imbatte in scenari nuovi e talvolta ostili o in figure buffe (come la “vecchietta fatta di cassetti”, come l’ha chiamata un po’ ad alta voce un piccolo spettatore presente) e lungo tutto questo percorso si percepisce la sua crescita.

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Come un Piccolo principe si confronta con persone e mondi sconosciuti che talvolta lo spaventano: è spiazzante, ad esempio, la grande figura che alle sue domande sa rispondere solo con un generico “Blablabla”.

E tutto ciò ci fa sentire molto vicini a quel tenero omino di legno e stoffa. La ricerca del suo cuore-uccellino lo spinge però a non fermarsi e a comprendere passo dopo passo che se vogliamo tenere qualcuno vicino per sempre l’unico modo per farlo è lasciarlo libero.

I movimenti in scena sono studiati con precisione e si percepisce per tutto lo spettacolo un ritmo preciso che consente di seguire con attenzione la narrazione.

Le musiche e i suoni cullano il pubblico, mentre le immagini e il gioco di luci e ombre lo accompagnano nel sogno.

Una messinscena tattile e magica contemporaneamente capace di sospendere il tempo e creare concentrazione: cosa molto importante (soprattutto per i più piccoli) in un’epoca fatta di comunicazione immediata e spesso urlata.

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IRENE GULMINELLI

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Visto allo Spazio Tondelli di Riccione nell’ambito de La bellina il 29 gennaio 2017.

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