Una grande mostra, di quelle che si ricorderanno a lungo. Palazzo Strozzi, che nella di direzione di Arturo Galansino si connota sempre più come centro di grandi eventi per l’arte contemporanea internazionale, ospita fino al prossimo 23 luglio Bill Viola in una delle più importanti retrospettive mai dedicate al maestro indiscusso della videoarte. Viola è lì, nella “sua” Firenze, città che l’ha ospitato in gioventù – tra il 1974 e il 1976 è stato direttore tecnico della galleria art/tapes/22 – e che ha nutrito il suo immaginario, ispirandolo con la sua bellezza e la sua storia.

 

 

E oggi, artista maturo, Viola è in grado di reggere il confronto e di dialogare con le opere dei maestri a lui cari: Cranach, Paolo Uccello, Masolino ma soprattutto Pontormo, la cui Visitazione (1528-29) conservata nel piccolo centro di Carmignano, è stato un faro guida per la realizzazione di un’opera come The Greeting (Il Saluto, 1995) video considerato tra i più significativi della sua produzione. I due maestri si guardano e si raffrontano, ognuno nella dignità della propria arte. «Sono davvero felice di recuperare le mie radici italiane e di avere l’occasione di ripagare il mio debito con la città di Firenze attraverso le mie opere” dichiara l’artista “Dopo aver vissuto e lavorato a Firenze negli anni settanta, non avrei mai immaginato di avere l’onore di realizzare una così grande mostra in un’istituzione così importante come Palazzo Strozzi».

 

Esplorando spiritualità, esperienza e percezione, Viola indaga l’umanità: persone, corpi, volti sono i protagonisti delle sue opere, caratterizzate da uno stile poetico e fortemente simbolico in cui l’uomo è chiamato a interagire con le forze della natura e il ciclo della vita, tra morte e rinascita. Di grande impatto la scelta di dare avvio al percorso con un’opera come The Crossing (La traversata, 1996) in cui un fuoco purificatore illumina attraverso lo schermo la sala d’ingresso, mentre sul retro l’effetto dell’acqua che inonda la sala ci porta subito in una dimensione altra, vivificata e catartica.

 

 

Il senso dell’oltre che ritorna nel dittico che chiude il percorso del Piano Nobile, Man Searching for Immortality/Woman Searching for Eternity (Uomo alla ricerca dell’immortalità/Donna alla ricerca dell’eternità, 2013), in cui due moderni Adamo e Eva (il riferimento è all’opera di Cranach che li precede), indagano il loro fisico cadente e invecchiato, cercando una speranza di immortalità che non può passare attraverso ciò che è materiale. Rinascimento Elettronico, un titolo che condensa perfettamente questo percorso di mostra che congiunge il Piano Nobile del Palazzo alla Strozzina e ancora, un percorso diffuso per la città che connette tra loro luoghi come la Galleria degli Uffizi, il Museo dell’Opera del Duomo il Museo della Collegiata di Sant’Andrea e Il Museo di Santa Maria Novella.

Leonardo Regano

Firenze, Palazzo Strozzi, www.palazzostrozzi.org

 

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