Sarah Ciracì, Like An Ocean With Its Waves..., 2017, video installazione. Foto Roberto Marossi

Effimera, intangibile eppure presente. È l’arte del terzo millennio, in mostra al MATA di Modena fino al prossimo 7 maggio. Se il rapporto tra arte e tecnologia ha nel tempo attraversato fasi alterne, tra momenti felici di dialogo e altri di incomprensioni e conflittualità, oggi sarebbe pressoché anacronista pensare a un’arte che resti immobile, priva di contatto con il mondo che cambia. E ce lo dimostra questa bella mostra a cura di Fulvio Chimento e Luca Panaro, pensata come un viaggio multisensoriale che coniuga video, sound e nuove tecnologie. Effimera è alla sua seconda edizione, o sarebbe meglio dire capitolo, immaginandola come una mostra/racconto che abbraccia tutte le possibili interazioni tra arte e tecnologia. E così, dopo aver esplorato i confini tra arte e web nella scorsa edizione con le opere di Eva e Franco Mattes, Carlo Zanni e Diego Zuelli, quest’anno l’attenzione si sposta ai linguaggi della ricerca sonora di Roberto Pugliese, di quella video di Sarah Ciracì e quella sperimentale di nuovi materiali, come dimostra l’installazione di fibra ottica proposta da Carlo Bernardini. Il risultato è un viaggio emozionante e immersivo, che ci cattura e sorprende nell’attraversamento del paesaggio sonoro di Pugliese, ci ammalia nelle immagini fluttuanti di Ciracì e ci proietta in un mondo altro, introspettivo e fantascientifico, avvolti dalla geometria luminosa di Bernardini.

(leonardo regano)

Fino al 7 maggio 2017

MATA, via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Info: www.mata.modena.it

 

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