All’Arena del Sole di Bologna la settimana comincia con due importanti spettacoli, due novità assolute del panorama teatrale.

Nella sala Salmon dell’Arena va in scena, martedì 14, alle 20 .30,  Geppetto e Geppetto, scritto, diretto e interpretato da Tindaro Granata, insieme a un cast di giovani attori. Lo spettacolo, vincitore del Premio UBU 2016 per la migliore novità italiana, è inserito nel progetto educativo Teatro Arcobaleno, rassegna che focalizza l’attenzione sui temi delle differenze di genere, per superare in maniera condivisa pregiudizi, stereotipi e confusi luoghi comuni.

Originario di Tindari, in provincia di Messina, Tindaro Granata, non ancora quarantenne, è considerato una rivelazione del teatro italiano degli ultimi anni.

Geppetto e Geppetto è un lavoro che nei toni sorridenti della commedia di costume affronta il tema delicato e attuale della ‘stepchild adoption’. Protagonisti sono Toni (Paolo Li Volsi) e Luca (Tindaro Granata), una coppia gay consolidata da molto tempo e che desidera avere un figlio. Nonostante le perplessità di amici e parenti, i due coronano il loro sogno e quel figlio, Matteo (Angelo Di Genio), nascerà e crescerà. Una volta adulto, però, Matteo s’interroga su se stesso, chiedendo di sapere le ragioni che hanno spinto i suoi padri a metterlo al mondo grazie a un utero in affitto.

Dopo il debutto modenese e le repliche alla Triennale Teatro dell’Arte di Milano, dal 14 al 31 marzo, al Teatro delle Moline di Bologna arriva L’arte del teatro di Pascal Rambert, una produzione di Emilia Romagna Teatro Fondazione con Triennale Teatro dell’Arte e Teatro Metastasio di Prato.

A distanza di dieci anni da L’art du théâtre (2007) pensato e scritto da Pascal Rambert per l’interprete Lou Castel, oggi il regista francese ne dirige la versione italiana con protagonista Paolo Musio.

Dopo Clôture de l’amour e Répétition (Prova), il regista, Rambert, insignito lo scorso anno del prestigioso Prix du Théâtre dall’Académie Française, torna a lavorare con ERT, riportando in vita nella voce e nel corpo di Musio un testo che riflette sogni e frustrazioni dell’essere attori.

Sul palcoscenico, oltre a Musio, un cane, “il migliore amico dell’uomo”: presenza in ascolto, occhi che ci osservano; quasi un superstite che in silenzio asseconda quel bisogno di ascolto, di comunicare che cosa significhi essere attori. L’interprete cerca con esso una scintilla creativa che lo aiuti a spiegare al pubblico in che cosa consiste l’arte del teatro, come si costruisce la relazione con uno spettatore nel momento stesso in cui la si pronuncia con tutto il corpo.

Martedì 14 marzo, Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna, 20.30

Dal 14 al 31 marzo, Teatro delle Moline, via delle Moline 1/b, Bologna, vari orari info: www.arenadelsole.it www.emiliaromagnateatro.com

 

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