Giornata Mondiale degli Open Data: il Teatro dell’Orsa racconta la vita dentro i numeri della città

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Teatro dell'Orsa, Fatti di numeri - foto di Nicolò Degl’Incerti Tocci

 

Teatro dell’Orsa, Fatti di numeri – foto di Nicolò Degl’Incerti Tocci

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«Non tutti sanno dell’esistenza dei dataset pubblici, i numeri della vita di una città: dai parchi alle rotonde, dai libri prestati nelle biblioteche fino al numero dei nuovi nati. Una rete che sostiene la vita, un serbatoio di dati che ci riguardano, che sono di tutti. Una cascata di numeri che, se letti in relazione a noi e agli altri, ci aiutano a immaginare e costruire futuro»: Bernardino Bonzani introduce il tema del bando Create with Open Data, ideato e promosso dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con Lepida e l’Agenda Regionale Digitale. In questo ambito il Teatro dell’Orsa presenterà al teatro Cavallerizza di Reggio Emilia lo spettacolo Fatti di numeri.

«Tradurre ai cittadini il valore degli open data – dice Valeria Montanari, assessore ad Agenda digitale e Partecipazione del Comune di Reggio Emilia – non è mai facile, proprio per l’effetto respingente che genera la complessità dell’informazione attraverso tabelle, numeri, elenchi, data set. Riempire i dati di emozioni umane ci è sembrato un modo innovativo e intelligente per avvicinare i cittadini alla lettura numerica della città. I numeri parlano, raccontano vissuti quotidiani, traducono azioni, progetti e la nostra vita di comunità, giorno dopo giorno. Raccontare Reggio Emilia attraverso i dati significa restituire una visione oggettiva ma anche curiosa, inedita. E i dati possono dimostrarsi una grande opportunità economica e un’importante operazione di trasparenza civica».

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Teatro dell’Orsa, Fatti di numeri – foto di Alessandro Scillitani

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Monica Morini, del Teatro dell’Orsa, suggerisce: «La creazione di questo spettacolo è stata una sfida appassionante: i numeri sembrano respingenti, ma non lo sono.  Hanno bisogno di domande, chi domanda ha desideri di futuro. Se hai domande in tasca, i numeri rispondono.  Sotto la coperta rigida dei dati c’è un mondo vibrante, capace di raccontare il presente, una geografia del “sentire” una mappa del “sapere”. Leggere le coordinate e contribuire al cambiamento ci rende cittadini, non solo consumatori. Cittadini liberi, comunità pensante, aperta: un consumatore cede dati, un cittadino accede ai dati».

Annamaria Gozzi, co-autrice, aggiunge: «Gli Open Data sono come un acquedotto pubblico, se apri il rubinetto puoi conoscere, sapere, raccontare. Sono un’occasione per comprendere i cambiamenti che ci attraversano: i numeri ti fanno capire che hai occasioni per cambiare la qualità della tua vita, insieme a quella degli altri».

Lo spettacolo, fatto di musica, parole e visual art, è una possibile combinazione per aprire lo scrigno di  un tesoro.

Ad accogliere il pubblico del teatro Cavallerizza saranno “persone data”, interpretati da un gruppo di attori della Casa delle Storie: uomini e donne che conservano la memoria e la storia visibile e invisibile di un dato. In scena gli stessi Monica Morini e Bernardino Bonzani insieme al compositore e musicista Gaetano Nenna e all’artista visivo Michele Ferri, che interagirà dal vivo con uno schermo di immagini parlanti realizzate ad hoc dal video maker Alessandro Scillitani, che conclude: «Guardare ai data set ci ha fatto considerare i luoghi della città in modo più poetico. È un lavoro da funamboli, sempre in bilico tra ciò che è solo un elenco di dati e la rivelazione di infinite possibilità: porte che si spalancano su un mondo sconosciuto».

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

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4 marzo, doppia replica alle ore 18 e alle ore 21 – Reggio Emilia, Teatro Cavallerizza, viale Antonio Allegri 8/a – info: opendata.comune.re.it, teatrodellorsa.com

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