Maurizio Osti, artista per vocazione, grafico per necessità. Con queste parole inizia la biografia dell’artista bolognese, nato a Sasso Marconi settantatré anni fa, oggi al centro di un rinnovato interesse critico da parte dei giovani curatori operanti sul territorio emiliano. Ex docente di Tecniche grafiche speciali e del corso di Grafica progettuale presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Maurizio Osti è un artista complesso che mescola la ricerca concettuale e minimale alle suggestioni della Poesia Visuale e della Nuova Scrittura, autore di opere capaci di forte empatie e impressioni in chi le osserva. Fino al prossimo 28 maggio, la Galleria del Carbone di Ferrara presenta “Ritmi di una Cosmogonia Individuale”, un percorso in saranno esposti alcuni dei suoi lavori più recenti in cui Osti si confronta con le immagini della tradizione della storia dell’arte, interagendo con loro con colate di colore informe (Miniature) o intervenendo direttamente sulle pagine di libri (Lybris), trasformandoli in sculture ambientali, in cui pieghe e strappi seguono un ritmo di intervento stabilito come regola prima di ogni azione compositiva. Accompagna la mostra un testo di Pasquale Fameli.

 

Fino al 28 maggio

Galleria del Carbone, via del carbone 18/a, Ferrara

(l.r.)

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