Bologna ricorda Salvatore Nocera, inaugurando a dieci anni dalla sua scomparsa la prima personale del pittore nella sua città di nascita. Dal 21 maggio, nella Sala Ercole di Palazzo d’Accursio ospiterà Un decennio di ritardo a cura di Elisa Del Prete. L’esposizione, nata da un’idea di Mario Giorgi, autore che ha conosciuto l’artista in vita, e realizzata grazie a Eva Picardi e alla madre Felicia Muscianesi, eredi testamentarie di Nocera, è promossa nell’ambito delle attività dell’associazione culturale Bologna per le Arti con il patrocinio del Comune di Bologna e dellaRegione Emilia-Romagna.

Nato a Bologna nel 1928 e trasferitosi a Parigi dalla fine degli anni Cinquanta, Salvatore Nocera non esporrà mai in città, tranne che in alcune mostre collettive giovanili. Di indole riservata, lascia ben poche tracce del suo percorso, talvolta arrivando a distruggere le sue stesse opere. Vorace conoscitore, tanto da mettere insieme una biblioteca di oltre 8000 volumi – donata alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna – , prediligeva il dialogo con pochi intimi amici.

In mostra una selezione di 40 tele, 24 disegni e alcuni scritti, che segnano l’inizio di un processo di riscoperta di una carriera artistica sfuggente durata quattro decenni, dalla fine degli anni Quaranta all’inizio degli anni Novanta, nell’intento primario di restituire alla città un patrimonio pittorico e librario fino a oggi nascosto.

Il titolo scelto per la mostra rimanda a una frase dei suoi diari, in parte anch’essi esposti in mostra: Sono sempre stato in ritardo, come minimo, di un decennio, nella quale si condensa lo stato d’animo di una figura inquieta, sempre alla prese col tentativo di afferrare il passato e di confrontarsi con una sua presunta inadeguatezza al presente. La lucidità di mano e vedute, oltre che il talento e la spontaneità che lo hanno fatto dipingere ogni giorno della sua lunga vita, fanno del suo percorso oggi quanto meno un caso che vale la pena portare alla luce.

Accompagna la mostra un catalogo, il primo che ripercorre l’evoluzione della ricerca di Salvatore Nocera restituendone un percorso critico e la dovuta legittimità anche grazie al testo critico di Graziano Campanini e alla presentazione della curatrice Elisa Del Prete.

Nel corso della durata dell’esposizione avrà luogo un ciclo di conferenze che, a partire dalla presentazione dell’artista svilupperanno, grazie alla partecipazione di critici, artisti, autori e ospiti d’eccezione, una discussione sul contesto e il periodo storico in cui Salvatore Nocera si è trovato a operare.

Dal 21 maggio al 23 luglio

Bologna, Palazzo d’Accursio,  Piazza Maggiore 6

Orari: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18.30, venerdì dalle ore 15 alle 18.30.

 

(l.r.)

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