Sesta edizione per Beaches Brew, il festival sulla spiaggia dell’Hana-Bi inizia lunedì 5 giugno al Molo Dalmazia a Marina di Ravenna ed è curato come sempre in collaborazione con la nota agenzia di concerti olandese Belmont Bookings. Ancora una volta si tratta di un festival con una direzione artistica ben presente, volta a mantenere unica l’esperienza Beaches Brew all’interno del calendario dei principali festival musicali italiani ed europei. Il tutto sempre a ingresso gratuito, con tre palchi (Main Stage, Roof e Basket Court), per uno degli appuntamenti più attesi del panorama internazionale.

«Beaches Brew – dice il patron di Bronson Produzioni, Chris Angiolini – arriva alla sesta edizione confermando quelli che sono i tratti distintivi che lo rendono unico: un festival a misura d’uomo in un piccolo paradiso ambientale, i ritmi slow e le vibrazioni positive. La qualità e la varietà della proposta musicale caratterizzano il programma, fatto di suoni provenienti da tutti gli angoli del pianeta per un’edizione che vuole essere colorata e festosa».

La prima giornata (il 5 giugno al Molo Dalmazia di Marina di Ravenna) si potrebbe proprio definire una sorta di versione “world” di Beaches Brew (o meglio, un “world psych-indie”), con band da Giappone (Kikagaku Moyo), Turchia/Olanda (Altın Gün), India (Mandolin Sisters) e Canada (Operators), che andranno a comporre un vero e proprio programma da porto di mare. Un’apertura dunque all’insegna dell’accoglienza e dello sguardo sul mondo, completata anche dalla presenza dell’apprezzatissimo Garage Sale.
Martedì 6 giugno si va all’Hana-Bi – dove quest’anno i palchi diventano tre: al Main stage sulla spiaggia e al Roof si aggiunge quello del Basket court – per una classica serata di “garage on the beach” che per atmosfere e sonorità rimanderà immediatamente alla California. Si esibiranno gli australiani King Gizzard & The Lizard Wizard, esploratori sonici che rimandano alle eclettiche invenzioni di Frank Zappa, King Khan & The Shrines (che molti aficionados di Hana-Bi ricorderanno dopo le esibizioni di una decina d’anni fa), gruppo soul psichedelico dagli show spettacolari, vero e proprio fenomeno di culto musicale, le Death Valley Girls, da Los Angeles, scatenate rocker in forza alla Burger Records, le Coathangers, americane, che si ispirano al filone più garage-punk della tradizione alternative “riot grrrl”, le due band psych-rock italiane più rappresentative del momento, i torinesi Lame e i napoletani The Devils.
Mercoledì 7 giugno le atmosfere si fanno un po’ più angolari, con una scaletta incentrata sul post-rock sperimentale di cui saranno protagonisti gli Shellac di Steve Albini, Todd Trainer e Bob Weston (semplicemente la miglior live band al mondo, nonché punto di riferimento assoluto del post-rock e del math-rock), i canadesi Preoccupations (ex Viet Cong, e ancor prima Women), il cui stile è stato definito non a caso “labyrinthine post-punk”, che presenteranno il loro primo, omonimo album (osannato da critica e fan), poi Weyes Blood, giovane musicista californiana (al secolo Natalie Mering) fautrice di un ammaliante folk della costa ovest degli anni ’70, Kaitlyn Aurelia Smith, creatrice di onirici mondi elettronici, le post-punk francesi Decibelles (che stanno seguendo gli Shellac nel loro tour mondiale, e il duo italiano Mood, che per situazioni (suonano sempre off-stage circondati dal pubblico) e suoni possono ricordare i Lightning Bolt. A chiudere questa serata l’incredibile dj londinese Dj Fitz, segnalato anche da David Byrne tra i suoi ascolti, resident di Beaches Brew fin dalla prima edizione.
E l’ultima giornata del festival, giovedì 8 giugno, la si potrebbe definire “amici di famiglia”, con la presenza di band affezionatissime all’Hana-Bi, come i californiani Thee Oh Sees (che sulla spiaggia danno veramente il meglio del loro magnifico garage/psych rock), i Moon Duo, anch’essi di San Francisco come Thee Oh Sees, il cui universo sonoro pieno e ricco di strumenti rimanda più agli Stones e ai Velvet Underground che alla psichedelia kraut, e le olandesi Blue Crime, il cui suono spacey e noisefolk è stato più volte applaudito da queste parti negli ultimi due anni. Ma c’è spazio anche per artisti mai passati da Ravenna, come il ghanese King Ayisoba, rappresentate della musica tradizionale kologo. Inoltre, due giovanissime (ma già conosciute) realtà italiane, quali Matteo Vallicelli (batterista dei Soft Moon che esordisce in solo per Captured Tracks) e i casertani Gomma. L’arrivederci al prossimo anno sarà affidato di nuovo ai vinili di Dj Fitz.

Dal 5 all’8 giugno, Hana-Bi e Molo Dalmazia, Marina di Ravenna (Ra), info: bronsonproduzioni.com

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