Dopo il recente debutto modenese, Delitto e castigo del regista moscovita Konstantin Bogomolov, prodotto da Emilia Romagna Teatro nell’ambito delle celebrazioni del suo quarantennale di attività, arriva sul palco dell’Arena del Sole da mercoledì 24 a domenica 28 maggio.
Quarantenne, Bogomolov è uno dei protagonisti della scena contemporanea russa, tanto irriverente, provocatorio e contemporaneo nelle sue trasposizioni, quanto lucido, ironico e sagace nell’approcciare la realtà.
Non nuovo ad adattamenti teatrali di opere di Fëdor Dostoevskij– I fratelli Karamazov e L’idiota sono suoi precedenti lavori – Bogomolov affronta Delitto e castigo allontanandosi dalle influenze formali di ambientazione russa, e da tutto ciò che storicamente, religiosamente e politicamente questa adesione comporterebbe. Per Bogomolov, portare oggi sul palcoscenico un romanzo come Delitto e castigo significa, innanzitutto, «cercare il modo di rapportarsi a un materiale fortemente arcaico. Scoprire come padroneggiare l’inattualità del tema trattato. Le domande che ci si poneva nel XIX secolo non sono più formulate oggi con lo stesso pungente impulso di trovare una risposta. Il dubbio se sia giusto o meno uccidere non è più un argomento così attuale; ciò probabilmente dipende dal modo in cui la nostra società si è evoluta e si sta evolvendo».


Se da un lato l’obiettivo resta dunque donare nuova linfa a queste domande, per rapportarsi al presente, e ripulire il romanzo di tutte le interpretazioni che si sono stratificate sull’opera nel corso del tempo, dall’altro lato, il regista russo sceglie di prestare fede alla grande ironia che caratterizza le opere di Dostoevskij.
Il testo dell’autore russo è stato riadattato (non riscritto ma tagliato e ricomposto) dallo stesso regista. La vicenda è stata attualizzata, a partire dal protagonista, Raskol’nikov, che qui diventa un immigrato africano, indolente e privo di qualsiasi ideologia, che si rende colpevole di omicidio uccidendo una donna bianca e sua figlia…  La sorella di Raskol’nikov fa la governante in una famiglia molto agiata; una prostituta cerca di persuadere Raskol’nikov a convertirsi al cristianesimo; un poliziotto è un appassionato lettore di Nietzsche; il pubblico ministero Porfirij Petrovič, un malato di cancro, che si innamora di Raskol’nikov…
«Dopo lo scioglimento dell’unione sovietica – ha affermato Bogomolov – è cambiato molto il punto di vista dei russi rispetto alla letteratura classica perché il contesto in cui viviamo è cambiato moltissimo. Ritengo che il mio sguardo sulla letteratura russa sia molto diverso da quello che può avere uno spettatore europeo. Sono convinto che bisogna accostarsi a Dostoesvkij con leggerezza, lui è stato un autore che non ha avuto paura di essere radicale, è stato un autore molto ironico, come per altro lo è stato Cechov».
Bogomolov dirige un eccezionale gruppo di attori italiani: Anna Amadori, Marco Cacciola, Diana Höbel, Margherita Laterza, Leonardo Lidi, Paolo Musio, Renata Palminiello ed Enzo Vetrano.

La replica di sabato 27 maggio è sovratitolata per gli audiolesi. I sovratitoli sono realizzati dalla classe 3Fi del Liceo Galvani di Bologna, e il tutoraggio della Prof.ssa Maria Luisa Vezzali.

Foto di Luca Del Pia

Dal 24 al 28 maggio, Teatro Arena del Sole, via Indipendenza, 44, Bologna, vari orari, info: www.arenadelsole.it www.emiliaromagnateatro.com

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