Angela Baraldi e Simona Bertozzi - We two, how long we were fool'd - foto Nexus

 

«Circo Massimo è un progetto di danza unico nel suo genere, di alta complessità e impatto emotivo, a cui partecipano i talenti più virtuosi della nuova coreografia internazionale»: il coreografo Fabrizio Favale introduce ciò che avverrà al Teatro Duse di Bologna dal 10 al 12 maggio. «Questa seconda edizione viene immaginata come totale apertura al fare artistico da parte di coreografi locali e internazionali, che attraverso assoli o collaborazioni/contaminazioni tra loro possano sviluppare la loro creazione, senza limiti».

In questo fecondo contesto Simona Bertozzi debutta, insieme alla nota cantante e attrice bolognese Angela Baraldi, con We two, how long we were fool’d, performance creata ad hoc a partire da una rara poesia di Walt Whitman.

«Ho accolto con molto entusiasmo l’invito di Fabrizio Favale a prendere parte a questa edizione di Circo Massimo, ritrovando nel suo format, così aperto e molteplice, l’opportunità di inoltrarmi in una dimensione creativa inusuale, rispetto ai miei ultimi lavori, ma a cui sono particolarmente interessata, per un pensiero posto su alcuni progetti in itinere» suggerisce Simona Bertozzi «In particolare mi interessa la natura del playground, dell’incontro, delle regole e delle certezze da aggirare per una tensione verso l’illimitato, lo sconfinato, il non finito, la vibrazione del momento».

We two, how long we were fool’d è anche la prima delle AZIONI per wonder(L)and, progetto di ricerca e contenitore di pratiche che la coreografa Simona Bertozzi ha esteso a tutto il 2017 che ha come denominatore comune la tensione e il mistero dell’incontro e come orientamento tematico lo stupore e la meraviglia, la sorpresa e il perturbante.

 

Angela Baraldi e Simona Bertozzi – We two, how long we were fool’d – foto Nexus

 

Come racconta la danzatrice e coreografa bolognese: «L’incontro in questa prima azione è con Angela Baraldi, La meraviglia e lo sbilanciamento ci giungono dai versi di Walt Whitman, così potenti da dispiegare, all’incontro tra gesto e voce, un territorio cosmico e primordiale, lisergico e animale. In questa alternanza, Angela e io abbiamo cercato di declinare il nostro dialogo. Conoscendoci in corso d’opera, producendo didascalie e sottotitoli per declinare le traiettorie delle azioni e delle visioni: roots, bark, rocks, smut, four-footed, minerals, orbis, stellar, …».

 

10-12 maggio, ore 21 – Bologna, Teatro Duse, via Cartoleria 42 – info: teatrodusebologna.it, simonabertozzi.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here