Christian Boltanski Anime. Di luogo in luogo veduta di allestimento presso / installation view at MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna, 2017 Photo credit Matteo Monti Courtesy Istituzione Bologna Musei

Una settimana di eventi per rinsaldare il legame tra il capoluogo emiliano e l’artista francese. A vent’anni dalla sua prima mostra a Bologna e in Italia, “Pentimenti”, a Villa delle Rose nel 1997 e a dieci anni dall’inaugurazione del Museo per la memoria di Ustica,Christian Boltanski  torna in città per presiedere alle tante inaugurazioni che questa settimana lo vedono protagonista, a partire dalla antologica curata da Danilo Eccher al MAMbo, dal titolo Anime. Di luogo in luogo  e preannunciata come la più ampia personale mai dedicata in Italia al maestro francese. La morte e il dolore della perdita, sono sentimenti che lo accompagnano fin dall’infanzia, e che entrano prepotenti nella sua opere. Nel tentativo di rappresentarli, egli utilizza metodi più tipici delle scienze umane come l’antropologia, la sociologia e l’archivistica, per costruire un sistema della memoria che si fonda sulla meticolosa accumulazione di tracce di ciò che è andato perduto. Il percorso espositivo della mostra che si è inaugurata ieri al MAMbo presenta 25 opere, tra installazioni e video, selezionate tra le produzioni più significative realizzate nel corso degli ultimi trent’anni di lavoro dell’artista, tra cui due lavori esposti per la prima volta in Europa: Volver e Animitas (blanc).  Attraverso un allestimento dall’intenso coinvolgimento emotivo, Boltanski immagina l’architettura del museo come una grande cattedrale contemporanea ricomponendone gli spazi espositivi in una navata centrale e due laterali, a disegnare un’ambientazione immersiva in cui la luce assume il ruolo di materia d’arte. Tutte le sale sono infatti completamente avvolte in una semi-oscurità rischiarata unicamente da piccole fonti di luce, con l’effetto di accentuare la dimensione evocativa del suo lavoro. All’ingresso, come un’anticamera, l’installazione Coeur ci introduce a questa dimensione di raccoglimento. Le pareti accolgono specchi neri in cui la nostra immagine si rilfette come un’apparizione fantasmatica al ritmo intermittente si una lampadina che pulsa, accecante, accompagnata dal suono della registrazione amplificata del battito cardiaco dello stesso artista.  Ma non solo MAMbo. Boltanski ha letteralmente invaso la città con i suoi “Billboard”: trenta immagini fotografiche tradotte in manifesti che già da qualche giorno sono presenti in città e che riproducono i dieci sguardi dei partigiani bolognesi caduti nella Resistenza e ripresi nell’opera Regards, realizzata nel 1997 e donata alla Galleria d’arte moderna. Questa mattina inoltre, è stato inaugurato il progetto Réserve, nel bunker della Lunetta Gamberini mentre a partire dal 27 giugno all’Arena del Sole, si svolgerà una performance, dal titolo Ultima. A settembre, sarà la volta di  Take me (I’m yours), una fiera che Boltanski ha voluto anche a New York, Parigi e Londra, protagonisti studenti d’arte e giovani artisti chiamati a realizzare lavori che il pubblico può portarsi liberamente a casa; si terrà al parcheggio Giuriolo.

Fino al 12 novembre 2017

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Bologna via Don Minzoni 14

Info: www.mambo-bologna.org

 

 

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