Il Foro Boario di Modena ospita The Summer Show, la mostra di fine corso degli allievi del master sull’immagine contemporanea promossa dalla Fondazione Fotografia. The Summer Show è un’interessante panoramica sulle tendenze e le nuove direzioni del linguaggio dell’immagine offerta da cinquanta giovani artisti di provenienza internazionale.
Michela Ronco, “Palazzo di Giustizia”, dalla serie “Bari”, 2016-17 Stampa inkjet  –  Courtesy dell’artista

Fino al 6 agosto, con ingresso libero, la mostra si divide in diverse sezioni:  la prima parte è riservata alle opere degli studenti che terminano il biennio, intitolata Crinale; seguono i progetti degli studenti del primo anno e dei finalisti dello European Photography Award, un riconoscimento assegnato ogni anno ai migliori allievi delle scuole di fotografia europee, dalla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam al Royal College of Art di Londra. Conclude il percorso una sezione riservata ai lavori prodotti dai docenti e dagli studenti della Tokyo University of the Arts in residenza artistica presso la scuola di Fondazione Fotografia, in occasione di uno scambio tra le due istituzioni.

Giulia Di Michele, “Senza titolo”, dalla serie “Locus duplex”, 2017 Stampa a colori –  Courtesy dell’artista
Le fotografie, i video e le installazioni presentate da Crinale affrontano temi diversi, suggerendo una riflessione sul linguaggio stesso dell’immagine: c’è chi si sofferma sulla relazione tra la presenza umana e lo spazio urbano, su città vuote che perdono ogni tratto di realtà, oppure sull’influenza distruttiva che l’uomo esercita sulla natura, evocando un futuro di macerie. Altri preferiscono rifugiarsi in un vissuto personale, ma non necessariamente più rassicurante, in cui le immagini sono frammenti silenziosi e ambigui di un lessico familiare: rimandano ora alla scelta dolorosa di allontanarsi da casa per diventare adulti, ora al trauma dell’emigrazione dal proprio paese di origine e ad una mancata integrazione. Quella dell’astrazione è un’altra delle vie percorse dagli studenti, che, partendo da un dato reale, creano personaggi e paesaggi immaginari: per esempio, un alter ego avvolto in panni ultravioletti, oppure muri di periferia che, per suggestione, diventano una pittura pompeiana.
Zoe Paterniani, “FRANCESCA”, dalla serie “Deriva”, 2016, Stampa inkjet  – Courtesy dell’artista

Allo stesso modo, gli allievi delle scuole europee mostrano la ricchezza del linguaggio visivo contemporaneo, attraverso interessanti combinazioni tra tecniche diverse o sperimentazioni ardite, come nel lavoro di Victorie Eouzan, allieva dell’ENSAD di Parigi, seconda classificata allo European Photography Award 2017. La sua opera, ‘Incidences’, si ispira infatti alla litofania, una tecnica del Settecento che riproduce immagini su porcellana trasparente in basso rilievo, per approdare alla fotografia di oggetti stampati in 3D il cui esito è imprevedibile e dà forma a paesaggi immaginari.

Alessandro Partexano, “Aftermath”, 2017, Glicée print – Courtesy dell’artista

La prima classificata dello European Photography Award 2017 è una studentessa del master sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia, Zoe Paterniani, autrice dell’installazione fotografica ‘Jordan General Elections’, nata durante una residenza artistica ad Amman, in Giordania, presso la Fondazione Darat al Funun. L’installazione è concepita come una mappa temporanea della capitale giordana: uno strumento per districarsi all’interno del dedalo delle strade di Amman, tappezzate da manifesti elettorali, e, al tempo stesso, una riflessione a posteriori sulle modalità di rappresentazione del potere, in cui l’immagine istituzionale e storicizzata si appoggia su un fondale caotico e transitorio.

Infine, i sette artisti provenienti dalla Tokyo University of the Arts – Tokihiro Sato, Fumihito Nagai, Susumu Shimonishi, Lijing Xu, Sayaka Makita, So Sasaki, Hao Zhou – hanno lavorato principalmente sulla città di Modena, nella quale hanno trascorso un mese di residenza: il loro è un punto di vista inedito non solo sui luoghi di interesse storico-artistico, ma anche sulle persone che hanno incontrato, dalle quali hanno raccolto storie e aneddoti confluiti nelle loro fotografie.

Fino al 6 agosto

Modena, Foro Boario, Via Bono da Nonantola, 2

Info: fondazione fotografia

 

(l.r.)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here