Merman Blix

 

Cominciamo dal sirenetto?

Merman Blix è un vero e proprio sirenetto, che arriva per la prima volta in Europa, a Santarcangelo Festival, dal South Carolina. Ha 25 anni e durante tutte le giornate di Festival potremo avvistarlo sguazzare nelle fontane pubbliche della città: il suo habitat sarà la piscina comunale Acquadiccia, in cui terrà un workshop su come liberare la sirena che è in noi. Grazie a sgargianti code in silicone, e a una madrina che confeziona per lui pinne su misura, ci dimostrerà che ognuno può essere se stesso, chiunque si senta di essere. Il suo motto? «Sii come l’oceano, libero. Segui la tua corrente, ama te stesso. Non importa quello che dicono gli altri: se vuoi indossare una coda, mettiti una coda e diventa sirena».

 

Silvia Gribaudi, R.OSA

 

Quale idea di curatela ha mosso il tuo lavoro?

La mia pratica curatoriale parte dal desiderio di creare contesti e spazi, e lasciare aperta la possibilità che all’interno accada qualcosa, piuttosto che presentare al pubblico un prodotto finito: questo desiderio ci ha mosso nella creazione di habitat differenti durante tutto il periodo del Festival, aperti ad ogni ora, che possano accogliere il pubblico quando più preferisce, e nei quali possa decidere di ritornare. In questo modo il curatore diventa piuttosto un “facilitatore”. Credo che, per meritare l’attenzione del pubblico, un progetto artistico debba essere capace di correre dei rischi, essere coraggioso: questo permette di creare qualcosa di nuovo, essere politicamente e socialmente rilevanti, ma allo stesso tempo energici e vitali.

 

Chiara Bersani Marco D’Agostin, The Olympic Games

 

Da non italiana, quali belle sorprese hai ricevuto, finora? E quali delusioni?

La sorpresa più grande è stata la scoperta e l’approfondimento della ricca e bellissima scena contemporanea italiana: questa meraviglia si riflette molto nel programma del Festival, che ospita moltissime realtà di questo paese e artisti che lavorano in Italia e che prima non conoscevo. Delusioni? La burocrazia italiana non è esattamente una passeggiata…

Tre consigli per gli spettatori che si avvicinassero senza una pregressa alfabetizzazione alle forme del contemporaneo.

Correte il rischio di scoprire qualcosa che altrimenti non avreste la possibilità di vivere; passate qualche serata al Festival per godere dei concerti gratuiti all’aperto per le strade di Santarcangelo; soprattutto, provate ad innamorarvi durante il Festival.

 

Dana Michel, Yellow Towel

 

Una scivolosa domanda finale. Questo è il Festival Internazionale del Teatro in Piazza. Del «teatro-teatro» cosa rimane, nel tuo programma?

Quest’anno utilizziamo il termine performance, che è una parola inclusiva che racchiude diverse pratiche artistiche: il teatro, la danza, ma anche proposte definite, dagli artisti stessi, anti-disciplinari. È un approccio che supera i confini di genere. Santarcangelo Festival propone quest’anno artisti che non si chiedono quale sia la differenza tra teatro o arti performative, specialmente in un contesto in cui l’arte contemporanea ha bisogno di essere più inclusiva. Mi piacerebbe poter pensare di meno al genere dei lavori proposti, e più ai temi o alle emozioni che il lavoro porta con sé. Ci colpisce? Ci fa piangere? O venir voglia di scappare il più lontano possibile? A prescindere dal fatto che questo si chiami “teatro” o “performance installativa di lunga durata”…

 

MICHELE PASCARELLA

 

 

 

7-16 luglio 2017 – Santarcangelo – Festival Internazionale del Teatro in Piazza – Santarcangelo di Romagna (RN), luoghi vari – info: santarcangelofestival.com

 

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