Giuliano Babini

Due grandi tradizioni artistiche messe a confronto. Succede a Rimini dove il Museo della Città fino al prossimo 10 settembre propone un interessante dialogo tra mosaico e pittura, per coglierne differenze e analogie. Quattro gli artisti messi in dialogo nell’Ala Nuova del Museo, due mosaicisti e due pittori, i maestri Guerrino Siroli (Cervia, 1995), Giovanni Fabbri (Meldola, 1947) Stefano Mazzotti (Ravenna, 1951) e Giuliano Babini (Ravenna, 1951).  Dichiara Massimo Pulini, Assessore alla Cultura di Rimini e promotore della mostra: “Sono spinto a leggere questa mostra come se le opere fossero dei paesaggi visti da occhi satellitari, che in certi casi mostrano le suddivisioni dei terreni antropizzati, dove fossi, pascoli e coltivazioni finiscono per modellare un tappeto di pixel dalle variegate sfumature, mentre in altre zone si rilevano aree più naturali e boschive, le forme irregolari di fiumi e di montagne, là dove la presenza dell’uomo è meno evidente. Il viatico di lettura che consiglio è dunque quello della mappa, che, pur togliendo alcune prospettive, permette di aggiungere interpretazioni di natura geologica e di instaurare metafore ambientali. In fondo l’arte ha sempre trovato analogie sia con l’urbanizzazione che con il mondo selvaggio, con l’agricoltura o con il deserto. In fondo la Terra che abitiamo è un gigantesco dipinto circolare, un mosaico incompiuto che, con le nostre azioni, trasformiamo continuamente”. 

Dal 5 agosto al 10 settembre

Rimini, Museo della Città, via L. Tonini, 1

info: www.museicomunalirimini.it tel. 0541 793851/704414

orari: sino al 31 agosto martedì-sabato ore 10-19 domenica e festivi 10-13/16-19 mercoledì anche 21-23, chiuso il lunedì- ingresso libero

 

Stefano Mazzotti, Chronos, 2016

(l.r.)

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