Si intitola programmaticamente “Pubblicità” la mostra che la Fondazione Magnani Rocca di Parma dedica alla nascita della comunicazione moderna e con la quale apre la sua nuova stagione espositiva. Dal 9 settembre, infatti, nei saloni della ‘Villa dei Capolavori’ di Mamiano di Traversetolo, protagoniste saranno più di 200 immagini pubblicitarie che racconteranno un importante spaccato della vita nella nostra società moderna, tra il 1890 e il 1957, in un progetto a cura di Dario Cimorelli e  Stefano Roffi.

L’obiettivo è quello di raccontare la nascita in Italia della pubblicità dalle sue prime forme di comunicazione semplici e dirette, all’introduzione dell’illustrazione come strumento persuasivo e spiazzante per novità e per fantasia, al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario attraverso i diversi media, dal più conosciuto manifesto, alla locandina, alla targa di latta e poi al packaging della confezione, fino all’arrivo della radio come strumento di comunicazione di massa.

sinistra: Marcello Dudovich Mele & C. Napoli, Confezioni per Signora, manifesto, circa 1908 Alassio (SV), Collezione Alessandro Bellenda, Galleria L’IMAGE. destra: Enrico Sacchetti Bitter Campari, manifesto, 1921 Alassio (SV), Collezione Alessandro Bellenda, Galleria L’IMAGE

La prima sezione racconta come i primi illustratori furono in primo luogo artisti e i loro bozzetti e manifesti fossero realizzati seguendo l’idea dell’illustrazione come elemento di comunicazione, in primo luogo bello e quindi indipendente dal contenuto promosso, dove la rappresentazione spesso stupisce, altre volte cattura l’attenzione per la sua costruzione e composizione cromatica, altre volte impaurisce, altre ancora attrae con ironia.

La seconda sezione è dedicata al rapporto tra illustrazione e messaggio pubblicitario, dove uno rafforza l’altro, dove il prodotto è rappresentato, o comunque evocato nella rappresentazione, e quindi descritto con il suo nome e la sua marca alcune volte associato a uno slogan che ne rafforza le caratteristiche e la sua distintività. In questa sezione divisa in capitoli, attraverso marchi celeberrimi quali Barilla, Campari, Cinzano, Motta, Pirelli e molti altri, si indaga il mondo del manifesto in un incrocio virtuoso tra temi (la donna, gli animali, l’uomo etc.) i settori merceologici (bevande, moda, trasporti, turismo etc..) le scuole (le grafiche Ricordi, Richter, Chappius etc..) le prime agenzie pubblicitarie (Maga, Acme Dalmonte etc..) e i grandi maestri (fra i quali, Cappiello, Dudovich, Mauzan, Codognato, Carboni, Nizzoli, Testa).

Raymond Pierre Guillaume Savignac Cinzano soda Aperitivo gradevolmente amaro, bozzetto pubblicitario, circa 1950 Courtesy Galleria del Laocoonte, Roma

La terza sezione riguarda tutti gli strumenti di promozione pubblicitaria che si sono sviluppati accanto al più conosciuto manifesto, come locandine, depliant, targhe in latta fino all’illustrazione della confezione.

La quarta e ultima sezione è dedicata ai nuovi strumenti di comunicazione che si affacciano dal 1920 in poi, la radio prima e poi la televisione fino al giorno in cui nacque Carosello, il primo passo verso un’altra storia.

sinistra: Erberto Carboni Barilla La pasta del buon appetito, manifesto, 1952 Parma, Archivio Storico Barilla
destra: Armando Testa Punt e Mes, bozzetto per manifesto, s.d. (1960) CSAC, Università di Parma

Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017

Mamiano di Traversetolo (PR), Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca, 4

Orari:  martedì – venerdì 10-18 (la biglietteria chiude alle 17); sabato, domenica e festivi 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.

Info: magnanirocca.it

 

(l.r.)

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