Dal 8 al 24 settembre torna il SIFEST, evento promosso dall’Associazione Savignano Immagini con il patrocinio del Comune di Savignano e della Regione Emilia Romagna, e arrivato quest’anno alla XXVI edizione. Il titolo Ad Confluentes – toponimo del primo insediamento romano a Savignano – si lega al panorama di narrazioni possibili, di molteplici localizzazioni della fotografia contemporanea, un’evocazione degli attraversamenti dialettici nel mondo del visuale, che si incontrano alla confluenza di un unico luogo e si incrociano in un festival.

SIFEST26 è uno sguardo sulle geografie che si configurano a partire dalle possibilità del mezzo fotografico. Ogni mostra porta con sé una forte connotazione iconica e iconografica, convergendo, come le diramazioni di un fiume, in un dialogo comune, offrendo al fruitore un attraversamento fluido.

Questa XXVI edizione di SI Fest vede nascere – sotto l’egida del MiBACT – il Sistema Festival italiano. Alla base del progetto l’idea di creare una rete di valorizzazione dei festival di fotografia in Italia, luoghi di produzione e divulgazione culturale, capaci di raggiungere vette di eccellenza e potenziale traino di un sistema di crescita per molte realtà del Paese. Con l’obiettivo di attivare nuovi sguardi sulla fotografia e sui territori, in grado di produrre a loro volta le auspicate nuove strategie di sistema, il MiBACT chiama a raccolta i rappresentanti di alcuni dei principali festival italiani ed europei. L’appuntamento è per sabato 9 settembre (ore 11, Cinema Teatro Moderno, corso Perticari, 5) al convegno Punctum – fotografia e sistema festival – proposte e obiettivi.

In crescita e costante evoluzione anche la sezione indipendente del festival, SI Fest OFF. Oltre un centinaio le proposte pervenute. Strategie Dialettiche. Un incontro fissato sulle terre dell’uomo(Michel de Certeau) è il titolo scelto per questa ottava edizione che, per la prima volta, adotta un tema specifico anche per la selezione dei progetti.

Da segnalare anche gli incontri e i convegni, tra cui nella tre giorni di opening (8 – 10 settembre) l’incontro dedicato a FARM SECURITY ADMINISTRATION (domenica 10 settembre, ore 15, Accademia dei Filopatridi) con la partecipazione di Roberta Valtorta, Guido Guidi, Prof.ssa Francesca Zanella (Presidente CSAC, Parma), Paolo Barbaro (curatore sezione Fotografia CSAC, Parma), Francesca Parenti (Comitato Artistico SIFEST26) ed il convegno Etnografia delle società complesse, il caso Unione Rubicone e Mare – campagna fotografica promossa dall’Associazione “Cultura e Immagine” con il coordinamento di Tomas Maggioli e il patrocinio dei Comuni di Savignano sul Rubicone, Cesenatico e Rimini, dell’Unione Rubicone e Mare, della Regione Emilia Romagna e dell’Università degli studi di Urbino(domenica 10 settembre, ore 11, spazio talk, corso Vendemini, 37/39). 

LE MOSTRE

Karen Knorr, The Winds of Change, Villa Farnese, Caprarola (2014)

Le confluenze che caratterizzano il programma artistico di SIFEST26 offrono ai visitatori uno sguardo aperto, l’occasione dell’incontro di storie e racconti apparentemente lontani, la consapevolezza che le molteplici soluzioni linguistiche della fotografia sfuggono spesso a una possibilità definitoria.

Scegliendo una cronistoria e percorrendo le vicende del fotoreportage, si può  partire dalla ricognizione sistematica compiuta dalla Farm Security Administration per documentare la drammatica situazione di vaste aree degli Stati Uniti all’indomani della Grande Depressione del 1929 (in mostra attraverso una scelta di stampe della Library of Congress acquisite dal CSAC); si prosegue con il lavoro In viaggio con Lauro Messori di Mario Cresci il quale, visionando l’archivio Eni a Pomezia, ha scoperto una altrettanto interessante ricognizione fotografico-territoriale compiuta in Iran (tra il 1958 e il 1960) dal geologo Agip Lauro Messori. Un percorso, descritto dallo stesso Cresci, come un “viaggio nel viaggio”, la creazione di un archivio altro a partire dalle immagini e dalle scritture di Messori, l’approdo a una costruzione narrativa e simbolica reificata in un lungo nastro di immagini privo di cesure, nel quale il fotografo si inserisce pienamente con il proprio operato.

Davide Monteleone, Spasibo. Republic of Chechnya, Russia, 03/2013

In stretto connubio con il lavoro di Cresci, la collettiva Equilibri degli allievi ISIA di Urbino, curata dallo stesso Cresci con Paola Binante e Stefano Veschi, propone libri e video realizzati a conclusione dei corsi specialistici tenuti dal docente, fotografo e artista. I lavori esposti propongono in maniera esemplare il percorso dalla didattica al progetto fotografico condotto dal maestro e recepito dagli allievi quale «atto di consapevolezza critica verso la realtà e verso se stessi». Un tragitto diverso ci conduce ad avvicinare altre due mostre in programma: Spasibo di Davide Monteleone e Il tempo di un viaggio di Marco Pesaresi, a cura dello stesso Monteleone. InSpasibo Monteleone esplora con acutezza l’ambigua situazione creatasi tra il collasso dell’Unione Sovietica e le guerre cecene, riuscendo a donarci un quadro sospeso tra oppressione e rassegnazione dello stesso popolo ceceno. Pesaresi invece, attraverso il lungo viaggio compiuto sulla celeberrima Transiberiana, ci colpisce attraverso immagini inedite proiettate in un’unica traiettoria ma che si sdoppiano esistenzialmente in due parti: una vita divisa tra il dentro e il fuori dal treno, fino al ricongiungimento finale con l’arrivo a Vladivostok. Con iDysseyStefano De Luigi si muove agilmente e poeticamente tra molteplici piani temporali nel ripercorrere, con lo strumento simbolo della contemporanea cultura dell’immagine, l’I-Phone, le tappe del viaggio omerico, portando allo scoperto contraddizioni e criticità del nostro tempo: dalla crisi dell’economia greca, alle tensioni del Medio Oriente, dalla complessità dell’identità europea fino all’incontro con l’immigrazione e le vicende politiche che la ostacolano.

Martin Erricchiello e Filippo Menichetti, In Quarta Persona

In un elegante e virtuoso ventaglio tutto al femminile, la fotografa Silvia Camporesi cura Il tutto è maggiore della somma delle sue parti, in cui si propone una scelta di fotografie realizzate da sole fotografe donne, tra cui Letizia Battaglia, Marina Ballo Charmet e Anna Di Prospero, tratte dalla collezione di Donata Pizzi, fotografa a sua volta. La mostra prosegue un percorso di ricognizione sulle collezioni fotografiche, avviato da SI Fest lo scorso anno con A secret about a secret, a cura di Silvia Camporesi, selezione di fotografie dalla collezione Marco Antonetto. Karen Knorr con Migrations presenta una selezione di lavori recenti e inediti attraverso i quali l’autrice interroga la forza del patrimonio culturale inducendo una riflessione intrinsecamente connessa a quesiti che spaziano dalle questioni estetiche alle strutture sociali fino alle relazioni complesse tra mondo umano e mondo animale. Con Terre e uomini. Incroci di sguardi tra memoria e sentimento, il SI Fest omaggia Pier Paolo Zani e il suo uso magistrale del bianco e nero: una ricerca «rigorosa, appassionata condotta in punta di piedi, con metodo e coerenza, con tempi rarefatti, lunghi e rispettosi», come ricorda Paola Sobrero, curatrice dell’esposizione con Mario Beltrambini. In De humani corpori fabricaa cura di Giulia Marchi, l’artista visivo Nico Mingozzi ci avvolge con un’analisi inquieta, legata all’inconscio, nella quale  corpi e volti sono alterati, dissezionati da interventi dell’autore, in un contesto che aleggia tra l’indistinto e l’enigmatico. Il ritratto torna con le opere di Basso Cannarsa che, in Conoscenze necessarieapproccia i volti come spazi testuali, li indaga nel loro mutare, nella loro intrinseca essenza, sospesa tra l’espressione fuggente e la permanenza. Declinato in maniera intima e autobiografica, Di padre in figlio di Graziano Panfili (vincitore del Premio Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad e del Premio SI Fest “Lanfranco Colombo” 2016) è un progetto protetto nell’alveo del dato personale, che tuttavia offre con coraggio e consapevolezza un’indagine autentica delle relazioni affettive in ambito familiare. L’immagine guida del SIFEST26 è tratta da In Quarta Persona di Martin Errichiello & Filippo Menichetti (vincitori del Premio Marco Pesaresi 2016). La loro è una ricerca multimediale sulle trasformazioni antropologiche, geopolitiche e ambientali della Calabria, attraverso decenni di storia rimossa o frammentata. Percorrendo la Salerno-Reggio Calabria, i due fotografi sviscerano le iconografie e gli intrecci di un paesaggio in bilico tra utopia e tradimento.

Sunday in Scotts Run, W. Va., Oct. 1935

Un insolito censimento fotografico è presentato da Albert&Verzone con Attraversa il (tuo) Rubicone: un’installazione site specific sugli argini del fiume propone i ritratti (scattati nel 2016 nel medesimo luogo) attraverso la realizzazione di un atelier e il coinvolgimento, in veste di soggetti, degli abitanti di Savignano e del pubblico del festival. A chiudere l’orizzonte espositivo, una campagna fotografica di ampio respiro, curata e guidata da Aniello Barone dal titolo Etnografia delle società complesseL’indagine (promossa dall’Associazione Cultura e Immagine e coordinata da Tomas Maggioli, si avvale del patrocinio dei Comuni di Savignano sul Rubicone, Cesenatico e Rimini, dell’Unione Rubicone e Mare, della Regione Emilia-Romagna e dell’Università degli Studi di Urbino) è un progetto a lungo termine volto a condurre una ricerca di carattere etnografico e antropologico sull’impatto e i mutamenti legati ai flussi migratori.

Infine, il progetto speciale delle Foto in vetrina per questa edizione rende omaggio ai Settant’anni della Casadei Sonora, storica casa discografica fondata da Secondo Casadei, creatore di un genere musicale, quello della musica da ballo romagnola, in seguito battezzata come liscio, che rappresenta tuttora la tradizione musicale e popolare più radicata, praticata e conosciuta nel mondo. Le Foto in vetrina si iscrivono nella tradizione di SI Fest e rappresentano il dialogo necessario tra la cittadina savignanese e il festival. Gli spazi espositivi si amalgamano con gli esercizi commerciali del centro storico e attivano luoghi spesso inutilizzati o poco conosciuti, permettendo ai visitatori la scoperta di un nuovo modo di vedere e attraversare la città di Savignano.

Per maggiori informazioni e il programma completo: www.sifest.it

 

 

 

(l.r.)

 

 

 

 

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